Allenare il vissuto di uguaglianza e identità - Espandere illimitatamente la coscienza (il che equivale a dire svuotarla costantemente di ogni contenuto) - Percepirsi nella propria natura ondulatoria e dunque nella propria dinamica resistendo all'antica abitudine di identificarsi con ruoli, vicende e immagini fissate - Percepire l'identicità di Essere e Divenire - Superare l'alterità - Superare la relazione - Nessuna esteriorità - Solo un'intensità d'invocazione - Favorire un movimento d'identificazione con il Centro, con una Volontà per cui "tutto va bene" - Essere spettatori del proprio corpo -"Non avere problemi".
Alcuni pensieri di Mère, Mirra Alfassa.

A volte a piedi nudi, le dita fra i capelli a giocare, si fanno dei bilanci.
La poltrona comoda; quel liquido delicato - siero d’oro - miele d’acacia del riverbero del pomeriggio, un presagio di piacere velato che sale in assolo nella voce, vocalizza avviandosi da sola, come il cd preferito nello stereo sullo scaffale del bagno, immersioni lunghe, candele; bagnoschiuma dell’aroma che prediligi, da uscir di senno, unguenti di ogni qualità e quella follia della crema-corpo da stendere, dopo, con due mani aperte, disponibili, rito che fa sfarfallare i pensieri dal cervello imbronciato, l’ unico nemico che hai ma che ti salva sempre, tutor severo, manager bianco, sferzante..

Sintomo esigente. Prova schiacciante: la voce è bassa, si sfida come un improvvisatore d’ottimo jazz, mazzo di carte truccate, trapezista infallibile

...ehi, la tua voce è velluto stamattina, porta in grembo le parole di una canzone

...dove lui sta arrivando, suonerà fra poco alla porta, abbraccio viola…le parole segrete.

Bilanci.
Alex ti chiamò a casa sua per il rendez-vous più amaro, scale che sapevano di dash sbianca tutto e solitudine vissuta con dignità, solarità, la pianta sul divano come una medusa, le foto di ragazzi nudi di schiena in bianco e nero, ti disse di uscire dalla sua vita. Ti fissò negli occhi come se piantasse le banderillas nelle gambe, e infatti faticasti a scendere i tre piani per tornare bruscamente all'esistenza che andava, senza trionfi o idee, prima di incappare in quel treno al contrario che era Alex.

Il castello errante di Howl, remember a schiantare, marciapiede come un volo di deltaplano interrotto, le lacrime violente d’acquazzone, lamento come nei romanzi pre-romantici. Sempre come in un romanzo, sempre in diretta su Wutherings heights…

Bene, molto bene. Infatti non fu ipocrita l’abbraccio due anni dopo in piazza otto agosto, un perdono maturo come la melarancia. Tu sei stato il mio arco, stella maggiore.
Saggezza del parlare chiaro, autentico fervore di toccare sempre il dorso di serpente viscido e freddo della vita senza sapere mai se il rettile ti caverà la vita con un morso.
Lenta incoscienza, io ti sposo.
A viso aperto.