Nascosto nei meandri ricchi e larghi dell'emilia, annidato accanto a un argine che distoglie ancora meglio visitatori inopportuni, il piccolo borgo si e' svelato ieri.
Il suo nome puo' significare tutto o niente, e quindi resta all'ombra persino dei motori di ricerca del web quando oggi lo digito per soddisfare ancora la curiosita'.
Parcheggio sotto una pineta, ci incamminiamo verso le luci del piccolo agglomerato di case.
- Quando i bambini giocano in piazza, c'e' sempre un occhio di qualcuno di noi, a turno, che li guarda.
- Abbiamo il senso della solidarieta'.
- Le chiavi restano appese fuori dalle serrature.
Siamo vicini ad halloween, per questo l'ombra di piccole streghe appaiono alla porta d'entrata, vero?
La donna che ci guida mi sorride e non risponde.
Mi piace tutto, la fontana baricentro della piazza, le sedie fuori dalle porte, i pescetti fritti e marinati offerti insieme al vino rosso.
Vendono una casetta con il muso dipinto, che follia annotare il cellulare del proprietario.
Registro ancora una volta che sotto il derma duro del paese distonico, corrotto, protetti dal vento quasi mediovale della corruzione di papi, papesse e imperatori sussistono focolai di vita. Piena.
Sacche di resistenza che se ne fottono dell'omologazione culturale.



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