Ulisse. Penelope.
Lo spartitraffico di cemento in una grande strada grigia.
Gli dei sfrecciano a velocita' cee-le-stiali.
In piedi sotto un lavoro di telaio immenso puoi vedere solo un quadratino di tessuto.
Il vento sfalda e riannoda fili colorati.
Penelope, non e' che avesse fede in Ulisse: era una Veggente.
Sentiva il viaggio della sua controparte in tutte le fibre, di notte si girava settantasette volte nel letto partorito dall'albero.
Una mattina era stranamente gelosa, e congedava le serve.
Altre volte, invece, si copriva il viso con le mani, sentiva tempeste lontanissime.
Il giorno in cui torno'il suo uomo, Atena la rese piu' bella e ancora piu' regale del solito.
Penelope si fece portare il velo, la seduzione piu' alta che esista.
Una Salome' essenziale.
Per guadagnare quel compenso che non si nomina mai, si perde e si ritrova il tesoro molte volte.
Durante la Cerca, il tempo rallenta, la speranza e' rapita dai corvi.
In una strada grigia passano principi e principesse dall'aria smarrita.
In una grande citta' nessuno crede nel covo del drago, nel sospiro delle fate, nel fuoco greco.
La Regina dei Ghiacci sbadiglia. Una coppa di acciaio non e' il Graal.
Poi fini' che si annodarono come lacci di un bustino stretto, finche' lui non riprese il mare.
Edipo Re di P.P.P.









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