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<rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>Patrizia Caffiero</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/</link><atom:link xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://testiappuntinote.blogs.it/feed/rss2/posts/"/><description>Testi Appunti Note&#13;
R E C E N S I O N I</description><language>it-IT</language><generator>MokoFeed</generator><ttl>10</ttl><image><title>Patrizia Caffiero</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/</link><url>http://data5.blog.de/design/preview/e6/3835940e9a2a273d507b280cfa9447_160x200.jpg</url></image><item><title>Lettera a Laura per farla tornare</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2013/04/25/per-laura-15787904/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2013-04-25:/2013/04/25/per-laura-15787904/</guid><pubDate>Thu, 25 Apr 2013 11:08:58 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/laura/7002432" title="Laura"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/432/7002432_4db56906b1_m.jpeg" alt="Laura"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Laura è vissuta per quarant'anni nella convinzione che la morte non la riguardasse. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La vita sembra piena di promesse quando sei molto piccola, lei non ha mai voluto comprendere che nello svolgimento della trama di un film è da considerare importante anche il finale.&lt;br&gt;
Da quand'era una bambina si è sforzata di mostrarsi obbediente, ha cercato di comportarsi bene. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Diligente e sorridente all'asilo infantile. Corretta e studiosa a scuola.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ha desiderato da sempre indossare l'abito da sposa, disegnava sul quaderno grandi tavoli apparecchiati per la festa di matrimonio e ghirlande di fiori chiari.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Era felice immaginando il proprio passo solenne accanto al padre mentre attraversava la chiesa per arrivare all'altare.&lt;br&gt;
La seconda tappa dell'esistenza sarebbe stata mettere al mondo due o tre figli.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Era tranquilla: sapeva che si trattava di desideri semplici e alla portata di tutti, il suo carattere prudente e taciturno la spingeva a non mettere in cantiere sogni troppo impegnativi,  aspirava soltanto a un focolare domestico. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;I suoi genitori erano innamorati e sereni, amava le sue due sorelle, così la sua esistenza assomigliava a un fiume di media portata che nasce da ghiacciai inaccessibili e si muove senza fretta fra gli argini. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ma considerare il fatto che l'acqua a un certo punto desideri ricongiungersi al mare, questo Laura non voleva metterlo in conto.  Accadde che suo padre morì di cancro fulminante all'età di cinquant'anni. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/aggrapparsi/7002433" title="aggrapparsi"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/433/7002433_cde04b12c4_m.png" alt="aggrapparsi"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La perdita entrò con un ghigno nella casa protetta dei giochi e delle lunghe giornate serene trascorse fra tv e sorrisi di persone care.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Laura sentì vacillare il pavimento della sua immaginazione, ma con un gioco da prestigiatore rimise presto le cose al loro posto. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il fidanzato, alto come una quercia, occupò il luogo nella sua mente dove prima risiedeva il papà, e il fiume riprese dopo qualche singhiozzo a scorrere nobile fra gli argini, il mare scacciato fuori vista di nuovo, cancellato da un bosco di pruni cresciuto sotto le montagne sempreverdi. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Però, quando tre anni dopo indossò l'abito da sposa per camminare lentamente verso l'altare, mancava il re sulla scacchiera dei sogni al suo fianco, al cui braccio posare il braccio; c'era un foro di proiettile nella carta del suo miraggio. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La vita cominciava a parlarle all'orecchio, sommessamente, ma Laura non voleva assolutamente ascoltare, stringeva le labbra e cercava di non considerare che esiste per tutti la parte nera della luna, il pupazzo di legno che ti afferra le spalle per portarti via una fetta del mondo che pensavi sarebbe stato per sempre di tua proprietà.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;I medici le annunciarono presto che non poteva restare incinta. Una voragine si apriva nella strada dove stava passando con il suo compagno, ma Laura non si rassegnò a perdere una tessera fondamentale del suo progetto.&lt;br&gt;
Inseminazione artificiale; così decise, e tanta fu la sua ostinazione che rimase feconda  contro ogni statistica al primo tentativo.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/il_destino/7002450" title="Il destino"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/450/7002450_dbee84d46d_m.jpeg" alt="Il destino"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Laura, che aveva sempre avuto paura degli ospedali, dovette rimanere per ore sdraiata sul lettino ad aspettare che la vita dei bambini entrasse in lei,  e nel silenzio respingeva ogni pensiero che non fosse rosa, o bianco, esperta nel rimanere aggrappata alle mura candide della casa che si era immaginata sin dall'infanzia, dove tutto restava al suo posto per sempre, dove lei e il marito sorseggiavano il caffè mentre i bambini giocavano nel tinello, la madre e le sorelle non sarebbero mai mancate all'appello, e tutto restava incorniciato in un eterno pomeriggio di mezza estate.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Di tre gemelli attecchiti nel suo ventre ne rimase vivo uno solo,  Laura fu accompagnata in braccio al funerale di una bambina che visse un giorno, che chiamò Sonia. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Eccola di nuovo la brutta donna con la risata cattiva che veniva a prenderle un pezzo della sua vita da signora sposata, dignitosa, buona, che andava a prendersi cura dei malati, sosteneva i bisogni della sua famiglia, aiutava sua madre. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Giorgio era minuscolo come un uccellino fragile, pochi centimetri fra le sue due mani; lei fece fatica a comprendere come mai suoi figlio non fosse un bebè grassottello ma un passerotto con gli occhi semichiusi da salvare e proteggere. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/sogno/7002435" title="sogno"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/435/7002435_8842533044_m.jpeg" alt="sogno"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/realt/7002437" title="realtà"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/437/7002437_dbf73eb59d_m.jpeg" alt="realtà"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Si rimboccò le maniche e insieme al marito tirò su quella gioia che finalmente andava a riempire la camera dell'appartamento arredata da anni in vista del suo arrivo.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La sua famiglia era completa. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Gli anni andavano, la pellicola del film girava lentamente e il fiume scorreva dopo qualche intoppo con un ritmo che a lei piaceva, Laura non guardava mai i ramoscelli portati via dalla corrente e non si specchiava nelle sue acque di notte, quando il fiume diventava misterioso e le acque scure e impenetrabili. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Quando Giorgio compì cinque anni, Laura scoprì di avere un nodulo al seno sinistro. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La donna di quarant'anni che aveva avuto paura persino dei cerotti, divenne di pietra per affrontare l'intervento chirurgico.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Qualcosa urlava dentro di lei.  Di fronte a questo evento non riusciva a tapparsi le orecchie, a chiudere i sensi; nell'appartamento grazioso dove viveva con il marito e con il figlio una tubatura era scoppiata; le sembrava che il liquame scuro sporcasse le piastrelle candide del corridoio, e che nulla sarebbe stato come prima.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/chiusure/7002448" title="chiusure"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/448/7002448_2f31cf8ce1_m.jpeg" alt="chiusure"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Era convinta che suo figlio, ormai, possedesse una madre che si era rotta come un vaso, merce avariata.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;A che scopo adesso alzarsi la mattina, quando sapeva che presto o tardi sarebbe morta, che la vita le aveva promesso false speranze d'eternità, che era a rischio il caffè caldo la mattina e i biscotti che piacevano a Giorgio, il bacio a suo marito prima che chiudesse la porta  portando la cartella di cuoio?&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Suo marito in quel periodo perse il lavoro.&lt;br&gt;
Adesso l' appartamento per Laura era una barcaccia di legno e il fiume un'autostrada severa che stava portando lei e quelli che amava verso un oceano spaventoso, dove l'indistinto rapisce le pietre preziose che la vita ti fa assaporare per un po' di tempo solo per procurarti dolore quando le devi lasciare.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Sua sorella provò a spiegarle che sarebbe stato meglio per lei guardare la parte luminosa dell'esistenza; che alla fine, con la sua grinta, era riuscita a mettere  al mondo un bambino; che sua madre, lei e l'altra sorella le erano affezionate.&lt;br&gt;
Che suo marito aveva amato soltanto lei al mondo, e le era sempre vicino. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Che il tumore al seno era stato sconfitto ed aveva avuto la fortuna di scoprirlo quando era una pietruzza di pochi millimetri. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Niente da fare. Laura non vedeva che l'oceano che la minacciava, percepiva il rumore delle onde che si spezzavano sulle rocce e delle assi marce di naufragi che si erano verificati al di fuori del suo controllo, da secoli. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/mostri/7002438" title="mostri"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/438/7002438_a886f89792_m.jpeg" alt="mostri"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La sorella le suggerì di guardare la donna maligna dritto negli occhi, di riconoscere la sua presenza e rimetterla al posto che ha di diritto nel piano dell'esistenza; le raccomandò di respirare a fondo per la prima volta dal primo mattino in cui era nata, di  stare nella radiosità del giorno, lasciandosi andare nel flusso dei pesci di fiume, dei sassi rotondi e dell'acqua.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Laura ce l'avrebbe fatta?&lt;br&gt;
Ora vive sospesa, non puoi trovarla da nessuna parte, la vista del marito e del figlio le procurano solo dolore e la giornata che inizia non le racconta nessuna storia. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il rumore dell'oceano invisibile che sbatte dietro le finestre dell'appartamento familiare non le permette di essere contenta di nulla che la riguardi. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Con uno sforzo sovrumano si veste ogni giorno, si pettina e si trucca il viso, accenna un sorriso forzato, va a fare la spesa; ma per chi sa guardare con più attenzione lei non è più veramente viva;  rimane sospesa in un posto lontano da noi ad ascoltare i cattivi consigli della sua mente. &lt;/p&gt;
	




&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2013/04/25/per-laura-15787904/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>famiglia</category><category>morte</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2013/04/25/per-laura-15787904/#comments</comments></item><item><title>"L'ironia delle bolle di sapone" di Nicola Tassoni. Raccontare le storie</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2013/03/06/l-ironia-delle-bolle-di-sapone-di-nicola-tassoni-15595862/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2013-03-05:/2013/03/06/l-ironia-delle-bolle-di-sapone-di-nicola-tassoni-15595862/</guid><pubDate>Wed, 06 Mar 2013 01:17:37 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/207133b_una_sconfinata_giovinezza_rich_visore/6917358" title="207133b_Una-sconfinata-giovinezza-rich-visore"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/358/6917358_da4e90ab6b_m.jpeg" alt="207133b_Una-sconfinata-giovinezza-rich-visore"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br&gt;
Se un membro della famiglia è stato 'escluso' o 'dimenticato', a causa di un tragico destino, può succedere che un altro membro, di generazioni successive, si identifichi inconsciamente con l'escluso, imitandone la sorte e seguendolo nel suo destino.&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
Bert Hellinger&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Anno 1978. Un ragazzo di diciassette anni segue controvoglia la famiglia in un paese remoto dell'appennino emiliano per tre lunghi mesi estivi. E' l'idea centrale che ispira questo bel romanzo di Nicola Tassoni, edito da Eumeswil, 2013. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Romanzo di formazione, storia del passaggio iniziatico da un'adolescenza pigra e e svogliata all'età adulta. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La vicenda di una metamorfosi di sguardo, che dal ripiegarsi su se stesso e sul proprio microcosmo in modo circolare si apre - non senza traumi- al mondo di fuori. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il protagonista della storia coincide con l'io narrante; è un individuo scontroso, tendenzialmente taciturno, legato estremamente al suo territorio e per questo, a volte, baricentro affettivo di altri personaggi al contrario di lui dotati nel loro DNA della possibilità di viaggiare, di andare e tornare - o non rientrare - dall'estero. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Questo legame geografico-interiore ai luoghi in cui è nato non  cade comunque mai nell'atmosfera  stucchevole di un'emilianità di maniera. La cucina della nonna è elemento fondamentale, quasi strutturale della vita di famiglia, il cui codice dell'affetto passa spesso dalla condivisione della tavola.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Una festa dell'Unità è citata rapidamente, come di sfuggita. L'accoglienza tutta emiliana, ruvida, priva di smancerie dei paesani, è descritta in poche parole:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Il barista ci mise poco a presentarmi, non disse nemmeno il mio nome, per lui ero il terzino e questo doveva bastare anche agli altri &lt;/em&gt; (p.60).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;In questa estate stupefacente, colazioni, pranzi, descrizioni che riguardano il cibo sono citati frequentemente soprattutto nella prima parte del romanzo, a scandire sacralmente la quotidianità dei riti del desco familiare, a rendere l'idea di un tempo diverso da quello della scuola, del tempo della vacanza.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Al ragazzo toccheranno non poche sorprese nello svolgersi della villeggiatura organizzata dai suoi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Fare esperienza di eventi decisi da altri resterà una costante nella sua esistenza, come se a muovere in modo decisivo le pedine del caso fossero sempre mani simbolicamente più grandi delle sue, e negli snodi del destino una sorta di entità astratta, o l'azione di altri gli permetta di vivere gli eventi drammatici e felici che gli spettano.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nel libro, preferisco i passi in cui l'autore 'dimentica' di chiosare con ragionamenti e diagnosi non sprovviste di saggezza quello che vi è  narrato;  quando la sua mente si mette un pò da parte fa decollare una vena narrativa potente, che sa disegnare personaggi ben riusciti anche nello spazio breve di uno o due paragrafetti di un capitolo; che non sono mai superficiali ritratti macchiettistici.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La descrizione di &lt;em&gt;Doppietta&lt;/em&gt;:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Dietro il bancone del bar, sembrava anche più grosso. La tazzina da caffè nelle sue mani sembrava il servizio da tè della casa delle bambole di mia cugina. Una cosa minuscola, che ti veniva da guardarci dentro per vedere se il caffè c'era davvero o se era tutta una finzione&lt;/em&gt; (p.56).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;O del nonno di Sonia:&lt;br&gt;
&lt;em&gt;Parlava poco e quando lo faceva diceva quattro parole in dialetto e una in italiano, e spesso lasciava la frase in sospeso così ogni persona che lo ascoltava, poteva finire il ragionamento a suo piacimento&lt;/em&gt; (p.82).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/img_1890/6917362" title="img_1890"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/362/6917362_0daa23bb1c_m.jpeg" alt="img_1890"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Folgorante il racconto delle increspature della vita di qualcuno (il benzinaio, il professore, la mamma di Sole) che, nella sua solitudine rassegnata, a volte incappa in qualcosa di rigenerante, anche se, poi, quella fortuna spesso vira in disastro.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La verità è che le storie, nella loro natura profonda, non sono sempre belle e buone; le radici delle narrazioni fiabesche popolari, le più antiche, non mancano di crudeltà; questa la considero una nota avvincente di questo libro. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Pensiamo a due personaggi fondamentali dell'intreccio, Sole e Nero: chi racconta guarda tutte e due le facce della luna, e con la scrittura tenta di dare un ordine alla prorompenza  della vita che può afferrare chiunque di noi per i capelli, all'improvviso, sbucando con un camion da dietro una stradina, o facendoti sbattere contro un palo mentre per la prima volta tuo padre è venuto a vedere se sei davvero capace di segnare un gol in una stellare partita di un paese che ogni anno mette agli atti ufficiali del municipio i soprannomi dei partecipanti alla competizione.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Noto con piacere che lo scrittore non usa la sintassi in modo 'giovanilistico' e volutamente sgrammaticato come molti scrittori &lt;em&gt;à la page&lt;/em&gt; della sua generazione, ma segue un suo stile personale che rimane nella medietà, che flette verso il parlato senza assumerne quasi mai tratti gergali o dialettali. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Sono la ricca aggettivazione e la presenza di metafore non ovvie, che spesso sono articolate come piccole storie, a connotare stilisticamente la prosa:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Quel sole dritto e caldo che splendeva inoperoso; &lt;em&gt;Ero libero sull'autobus che mi portava verso casa e tagliava la periferia libera e sudata, come fosse un velluto&lt;/em&gt;&lt;/em&gt; (p. 19);&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt; A centrocampo c'erano due fratelli con otto polmoni, piedi ruvidi, grinta da vendere e corsa da maratoneta &lt;/em&gt;(p.67).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/la_casa_nel_vento_dei_morti1/6917363" title="La-casa-nel-vento-dei-morti1"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/363/6917363_062aae04d0_m.jpeg" alt="La-casa-nel-vento-dei-morti1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Si registra la quasi assenza di dialoghi. L'autore preferisce raccontare quasi sempre tramite lunghi periodi con molte apposizioni di frasi separate dalla virgola:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;L'ho amato, odiato, mandato giù in fretta come un liquore cattivo, l'ho tenuto nascosto sotto il cuscino come fosse un segreto, me lo sono goduto, come ci si può godere una birra fresca in un pomeriggio afoso, oppure il calore di un fuoco in una sera d’inverno&lt;/em&gt; (p.16).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Notevoli le descrizioni di paesaggi urbani e non, a volte in felice sintesi di immagini accostate:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Con un mio orgoglio di cittadino di pianura, di strade e cemento, smog e casino, spazi stretti e confini&lt;/em&gt;(p.30). &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Oppure: &lt;em&gt;L'aria fresca scendeva dalla montagna e portava pensieri buoni, pensieri di festa rimasti impigliati nei rami della grande quercia&lt;/em&gt; (p.130).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Particolarmente efficaci le descrizioni del luogo, con animali umanizzati, che si mettono gioiosamente in stretto contatto con il protagonista:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tornai in mansarda a far colazione, sotto lo sguardo attento dello scoiattolo che sembrava sorridere&lt;/em&gt; (p.34).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Quando tornai alla realtà, il cane c'era davvero, stava lì davanti alla casa e guardava verso di noi, come se si fosse accorto che lo stavo immaginando &lt;/em&gt; (p.79).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/l_ironia/6917364" title="l"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/364/6917364_d764b8a0df_m.jpeg" alt="l"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;L'importanza reiterata data al rapporto affettuoso e insostituibile che si può creare fra l'uomo e il cane.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Non solo gli animali, ma anche elementi del paesaggio, oggetti, il paese stesso sembrano essere provvisti di coscienza:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Nel suo correre verso il mare abbastanza lontano, si divertiva a giocare con l'ambiente che lo circondava, ogni tanto per rompere la monotonia tipica delle linee diritte, sterzava seguendo la conformazione del terreno e formava anse e buche per farci il bagno e pescare &lt;/em&gt; (p. 39).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il piccolo paese sembra essere un'entità dotata della capacità di risollevarsi:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Passò il tempo delle sfide e dei tornei, la guerra e la miseria cancellarono anche le feste, ma le storie si tramandano e si raccontano e così quando venne il tempo di ricostruire, quando il piccolo paese cominciò a rialzarsi, quando oltre alla forza di volontà, si sentiva il bisogno di un aiuto spirituale che infondesse speranza e futuro, nel centro della piazza venne costruita una nuova chiesa e un nuovo comune&lt;/em&gt; (p.52).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Dolcezza e saggezza traspaiono da tutte le figure femminili, spesso anzi vittime di un maschile incerto o violento.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Questo romanzo lascia alla fine, nel lettore, la persistente sensazione che l'origine di ogni errore possa essere più di ogni altra cosa adattarsi al silenzio, la rassegnazione alla solitudine. Persistendo nella passiva accettazione della sua disperazione il benzinaio, forse, dà vita a una catena di eventi sfortunati, che sembra ricadere su personaggi innocenti della generazione successiva della sua famiglia.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Potrebbe allora valere anche il contrario: se i nuovi rami di una famiglia sbocciano, il beneficio può ricadere su quelli più sfortunati, come una benedizione; e forse, su tutto un paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2013/03/06/l-ironia-delle-bolle-di-sapone-di-nicola-tassoni-15595862/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>scrittori</category><category>recensione</category><category>piccolo-paese</category><category>anzola</category><category>tassoni</category><category>romanzo</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2013/03/06/l-ironia-delle-bolle-di-sapone-di-nicola-tassoni-15595862/#comments</comments></item><item><title>Mia madre</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2013/02/03/mia-madre-15494081/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2013-02-02:/2013/02/03/mia-madre-15494081/</guid><pubDate>Sun, 03 Feb 2013 00:51:27 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/community/profile_photo_sizes.php?item_ID=6321476" title="toutes les tailles d"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/476/6321476_9b17a832df_l.jpeg" height="320" width="320" alt="specchi"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mia madre è un soldino di cacio, una donna anziana pelle e ossa, gambe stecco di un pulcino settantacinquenne, muso di capretta. Ha i capelli corti secchi e ricci che le fa la parrucchiera che viene a casa, tutte le vogliamo bene anche se è di poche parole, niente smancerie.  Mia madre non decide mai quale sarà il dentista dove andare per mettersi  alcuni denti mancanti e ride coprendosi la bocca. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mia madre cerca i film che hanno i sottotitoli alla tv perché non ci sente bene e non le hanno applicato l'apparecchio adatto, quando si lamenta con il fornitore lui le dice solo di cambiare le pile. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mia madre invecchia ogni giorno e ogni minuto a mille chilometri di distanza e io non guardo le sue cellule modificarsi ogni giorno,  non posso prepararle da mangiare perché è troppo magra e si dimentica di cucinare per sé. Le racconto di ricette di cibi appetitosi inventate apposta al telefono per farle venire fame.&lt;br&gt;
Mia madre ha fatto andare migliaia di lavatrici per lavare migliaia di volte le nostre lenzuola, i nostri pigiami, i calzini e le magliette. Mia madre ha cucinato migliaia di volte per noi nelle pentole d'acciaio consumate. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Si piega nello sgabuzzino per prendere una bottiglia dell'acqua, o il sacchetto giallo delle patate, anche se non potrebbe farlo perché ha una protesi al femore. Mia madre è sempre in ordine, pulita e profumata.&lt;br&gt;
Mia madre tutte le mattine prende il caffè con le sue vicine, si sono sposate tutte negli  anni sessanta, stanno invecchiando insieme, hanno ancora dello spirito. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mi racconta di quando sua madre la mandava per dei mesi a trovare le zie in campagna e piange ancora per il senso di abbandono che provava, le zie non avevano da mangiare a sufficienza, però pensava che almeno respirava aria buona,  trova un motivo di consolazione. Mia madre ha sempre trovato il lato bello delle cose che le succedono, mi dice che si ricomincia ogni giorno. Mia madre forza la propria volontà, due anni fa ha smesso di prendere le pillole per dormire liberandosi dall'assuefazione, vincendo l'insonnia. Mia madre quando lei nasceva, suo padre moriva. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Quand'era giovanissima la mandarono a fare la maestra in un posto dove un uomo la minacciava ogni giorno, ma lei non disse nulla alla sua famiglia, si seppe difendere,  e quell'esperienza la trasformò in donna.  Mia madre è stata sempre indipendente, ma ha trovato sempre qualcuno che limitava la sua libertà, si è rassegnata a questo destino. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mia madre voleva avere dei figli a tutti i costi.  Mio padre era un marito buono e fedele, troppo timido per tradirla e innamorato di lei fino al suo ultimo giorno.  Mia madre non ha avuto altri uomini, né ha mai pensato di risposarsi 'vostro padre era un uomo nobile, non ce ne sono altri così'.&lt;br&gt;
Mia madre ha rischiato la vita ad ogni parto. Mia madre è stata sempre una donna bellissima e vanitosa, e ancora adesso con rughe e senza tutti i denti e troppo magra se esce di casa qualcuno ogni volta le dice ammirato che è proprio una bella donna. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mia madre da qualche tempo si addormenta sulla sua poltrona preferita e comincia a dimenticare alcune cose che doveva fare.  Mia madre ha dentro di sé ancora il mare, i prati e la ragazza che è stata con il ciuffo sugli occhi, che scalava ammassi di carbone con suo cugino più giovane, e andava sulla bicicletta in discesa senza freni.&lt;br&gt;
Mia madre crede a qualcosa di soprannaturale ed è piena di luce. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mia madre è una creatura delicata, straordinaria,  piena d'amore e di bellezza interiore, empatica, assorbe il piacere e il dolore di chi le sta intorno.&lt;br&gt;
È la spada di damocle appesa sulla nostra esistenza, il suo invecchiamento ci mette a dura prova, siamo vittime della paura che ci abbandoni in un mondo inimmaginabile senza di lei.&lt;br&gt;
Mia madre è un soldino di cacio, una ragazza splendida, con il mare che spande dentro di lei.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2013/02/03/mia-madre-15494081/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>mia-madre</category><category>luciana</category><category>famiglia</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2013/02/03/mia-madre-15494081/#comments</comments></item><item><title>Non penso che Jonathan Franzen sia un modello di scrittore e non lo stimo umanamente</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2013/01/02/non-penso-che-jonathan-franzen-sia-un-modello-di-scrittore-e-non-lo-stimo-umanamente-15385846/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2013-01-02:/2013/01/02/non-penso-che-jonathan-franzen-sia-un-modello-di-scrittore-e-non-lo-stimo-umanamente-15385846/</guid><pubDate>Wed, 02 Jan 2013 13:29:58 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/franzen/6812035" title="Franzen"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/035/6812035_e94c2183bb_m.png" alt="Franzen"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ho letto &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Libertà&lt;/em&gt; di J.Franzen.&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Non penso che Franzen sia un modello di scrittore e non lo stimo umanamente. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Trovo odiosi i personaggi di questo romanzo, provo irritazione e una totale mancanza di empatia verso di loro. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Non posso evitare di pensare che Franzen rifletta totalmente sè nel libro, esista in tutti i personaggi macerandoli e componendoli nel suo potere di cancellare la 'verità' di un qualsiasi comportamento legato a un VERO stato d'animo e una forte presa di posizione a favore di un'attenzione conformista e bieca al giudizio degli altri, persino dei più intimi familiari oltre a quelli del contesto sociale di frequentazione allargato.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Si è succubi persino degli 'altri' interni, alle proprie parti interiori, se si riesce a fingere addirittura una falsa identità perdendo ogni personale obiettivo di autorealizzazione per compiacere un partner, e alla fine lo si fa comunque: si esiste così, meno della metà, per una specie di stato d'inerzia perdendo la propria strada. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Se penso ai grandi tentativi che proprio partendo dall'America si provarono a fare nel '68 per ipotizzare un diverso modo di guardare se stessi, le relazioni, il mondo; e quanto invece il livello medio occidentale sia regredito oggi socialmente e spiritualmente.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;L'età di Jonathan Franzen (mi viene in mente anche Wallace) è proprio quella di chi si è formato in un deciso riflusso, politico e culturale. Pensiero debole. Debolissimo. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nel saggio &lt;em&gt;Perchè scrivere romanzi&lt;/em&gt;- in particolare -scritto da F. nel 1996&lt;br&gt;
(non so da cosa sia ORA torturato lui, è passato un bel po' di tempo) è tormentato da cosa deve o non deve o può piacere al pubblico nello stesso modo tortuoso e depresso, diciamolo, con cui ragionano i suoi personaggi nel romanzo, privi di etica, fra l'altro (se non quella abbastanza "appiccicata", mi sembra, ambientalista di Walter, ad esempio; e anche Richard mi pare abbastanza raffazzonato mentre parla di politica con gli amici musicisti). &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Franzen racconta in questo saggio autobiografico che deve ricorrere alla fine a un maggiore, a un antenato scrittore (Don DeLillo) per decidersi a scrivere un romanzo indipendentemente dal fatto di avere 'prima' la sicurezza che sia un prodotto vincente (!) &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Chissà come mai F. riscuote tanto successo.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2013/01/02/non-penso-che-jonathan-franzen-sia-un-modello-di-scrittore-e-non-lo-stimo-umanamente-15385846/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>romanzo</category><category>recensione</category><category>libri</category><category>franzen</category><category>appunti</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2013/01/02/non-penso-che-jonathan-franzen-sia-un-modello-di-scrittore-e-non-lo-stimo-umanamente-15385846/#comments</comments></item><item><title>Ritorno a Borgo Stura. Alcune annotazioni su  'La faglia' di Massimo Miro.</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2012/12/30/ritorno-a-borgo-stura-alcune-annotazioni-su-la-faglia-di-massimo-miro-15367263/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2012-12-30:/2012/12/30/ritorno-a-borgo-stura-alcune-annotazioni-su-la-faglia-di-massimo-miro-15367263/</guid><pubDate>Sun, 30 Dec 2012 16:52:09 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Recensione pubblicata sulla rivista di cultura militante&lt;br&gt;
   &lt;a href="http://labalenabianca.com/2012/12/28/ritorno-a-borgo-stura-alcune-annotazioni-su-la-faglia-di-massimo-miro/#more-1462"&gt;La Balena Bianca&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Provammo dei sentimenti, ignorando il pericolo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/la_faglia/6807574" title="la-faglia"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/574/6807574_e6c42d7d91_m.jpeg" alt="la-faglia"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Goffredo Mezzasalma – detto Gomez – parte da Milano per ritornare a Torino, nel quartiere dove ha vissuto la sua giovinezza. Il suo fraterno amico Jumbo si è risvegliato da un coma durato trent'anni.&lt;br&gt;
Si tratta di un ottimo pretesto narrativo per ricostruire tramite la memoria di Goffredo un mondo tramontato, con la sua litania di oggetti a carico: il motorino Garelli Leopard,  le simca e le centoventisette, i radioregistratori con la cassetta, il poster di Niki Lauda 'prima dell'incidente', gli odori, i rumori e gli ambienti di tre decenni prima.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Protagonisti di questa prova d'esordio del torinese Massimo Miro sono Gomez, Jumbo, Sgummo, Novi, Ligure: un manipolo di sbandati, i 'Grandiosi' – per loro stessa definizione - ladruncoli pronti alla rissa, borgatari degli anni settanta di un quartiere operaio di Torino, Borgo Stura, una specie di bolla nello stato lontana dai controlli e dalle regole della città, scarsamente raggiungibile persino da un'ambulanza che &lt;em&gt;Minchia, si è sdrumata nella faglia. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/ruggine/6807842" title="ruggine"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/842/6807842_7db68a2d20_m.jpeg" alt="ruggine"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
(dal film &lt;em&gt;Ruggine&lt;/em&gt;, di Daniele Gaglianone, 2011)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La faglia è una profonda ferita nell'asfalto che divide il rione dalle altre zone di Torino; come se non bastasse l'emarginazione di fatto di questa comunità dal resto del mondo. La faglia simbolica che spacca in due il tessuto narrativo nel romanzo, invece, è la storia di 'un prima' e di 'un dopo' il tentativo da parte del gruppo di liberare Aldo Moro, che Jumbo ha individuato per una casualità  in un appartamento di Corso Tassoni; prova iniziatica un pò cialtrona, un pò vanagloriosa voluta dai ragazzi per l'impazienza di entrare nella storia e 'diventare celebri' senza far fatica: &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Noi, Grandiosi di Borgo Stura, i derelitti,  feccia della società, avanzi di riformatorio, avevamo salvato Aldo Moro. Il mondo ce n'era già grato, e noi ci saremmo presi tutto.  Tutto. Non avremmo lasciato niente a nessuno. Volevamo la nostra parte, porca lercia. La nostra dannata parte. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;È dopo  questo episodio,  che vede i ragazzi giocarsi tutte le loro possibilità, che Goffredo svolta radicalmente: si lega a una moglie alto-borghese e a un esigente suocero, un grande manager, esponente  della Milano-bene che è anche suo datore di lavoro. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il fatto che il suo presente sia raccontato come una continua alienazione da sé, dai suoi istinti profondi; una cinica esistenza in cui si è voluto salvare dalla galera o dalla morte violenta per la strada, ci sembra una svolta persino peggiore del destino dei suoi amici. Come se l'alternativa a una vita di piccoli abusi, crimini e botte possa essere solo un’altra vita in cui un diverso livello di sopruso venga perpetrato, per esempio verso i propri dipendenti; o nei confronti dei propri fornitori. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/notitle/6807853" title=""&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/853/6807853_8e24b541c4_m.jpeg" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
(&lt;em&gt;Trevico-Torino - Viaggio nel Fiat-Nam&lt;/em&gt;, di Ettore Scola, 1973)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Goffredo è consapevole di pagare un prezzo alto per la sicurezza economica di cui gode ora:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Non sono per niente sicuro di sentirmi bene. Certi giorni mi sento un pinguino sulle dune del deserto. Altre volte un leone in mezzo al mare.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Vive in una solitudine affettiva completa; il rapporto con la figlia è ridotto alla ricezione di sms minimali dove lei richiede ricariche del cellulare; la moglie è colei che l'ha salvato dal 'dare pensiero' alla famiglia ma che dopo una visita a Borgo Stura lo disinfetta con salviette detergenti &lt;em&gt;per togliergli di dosso l'unto gassoso della periferia&lt;/em&gt;. Goffredo si descrive così al volante dell'auto accanto a lei:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Io guidavo servoassistito. Guidavo servofrenato. Guidavo ammortizzato. Non mi veniva mai niente da dire. Disinfettato, senza la felicità di un batterio.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Non andava così nel quartiere d'origine, nel quale i rapporti familiari e soprattutto del gruppo di amici erano improntati a dedizione ed affetto assoluti; un territorio parallelo nel tempo e nello spazio; ormai perduto. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Goffredo reitera nel ricordo la sua dichiarazione d'amore a un luogo che di per sé sembra avere pochi meriti; non pratica le associazioni consuete che legano le emozioni più intense a luoghi definiti idilliaci per convenzione universale. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/trevico_torino/6807857" title="trevico torino"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/857/6807857_4f15e83a09_m.jpeg" alt="trevico torino"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
(&lt;em&gt;Trevico-Torino - Viaggio nel Fiat-Nam&lt;/em&gt;, di Ettore Scola, 1973)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Una pila di gomme che bruciano, lontana dal rappresentare quello che è, un segno del degrado/inquinamento di Borgo Stura, risveglia in lui parti preziose della sua memoria:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;quando eravamo piccoli, quella colonna altissima di fumo nero ci serviva come punto di riferimento per ritrovare la via di casa durante le escursioni in bicicletta. Era il nostro faro &lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Oppure, il panorama che Gomez desiderava 'allora' godersi a fine giornata non sembrerebbe incantevole; al contrario, lo era per lui:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Volevo godermi ancora un pò le luci di Borgo Stura. La collina in lontananza, la sagoma del gasometro di Vanchiglia.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Splendide sono certe descrizioni socio-urbanistiche quasi futuristiche del quartiere, dove i palazzi e le strade acquistano vita e dinamismo, con l'inserto di metafore prese da campi semantici lontani dall'architettura e dall'urbanistica: &lt;em&gt;Palazzoni svettanti come rampe di lancio di qualcosa che non decollava mai.&lt;/em&gt; Oppure: &lt;em&gt;Le ombre di quei mostri di palazzo grigi strisciavano sugli asfalti e sui bassi fabbricati come eclissi quotidiane&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Un romanzo della nostalgia, amaro, in cui la catarsi non è possibile; e non si alimenta la speranza.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Massimo Miro, &lt;em&gt;La faglia&lt;/em&gt;, Il Maestrale, 2012, p. 144, euro 16&lt;/p&gt;
	




&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2012/12/30/ritorno-a-borgo-stura-alcune-annotazioni-su-la-faglia-di-massimo-miro-15367263/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>scrittori</category><category>massimo-miro</category><category>recensioni</category><category>la-balena-bianca</category><category>la-faglia</category><category>libri</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2012/12/30/ritorno-a-borgo-stura-alcune-annotazioni-su-la-faglia-di-massimo-miro-15367263/#comments</comments></item><item><title>"Dentro" di Sandro Bonvissuto. Leggete questo libro.</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2012/11/18/dentro-di-sandro-bonvissuto-leggete-questo-libro-15218503/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2012-11-18:/2012/11/18/dentro-di-sandro-bonvissuto-leggete-questo-libro-15218503/</guid><pubDate>Sun, 18 Nov 2012 14:04:55 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/dentro/6735030" title="dentro "&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/030/6735030_e974da4051_m.jpeg" alt="dentro "&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Da  una parte quelli che avevano le chiavi, dall'altra quelli che non ce le avevano. Per il resto eravamo tutti nella stessa condizione. Non avevano, quelle chiavi, una forma molto diversa, in verità, da quella che solitamente abbiamo nelle porte interne delle case o nelle toppe dell'armadio in camera da letto, ma erano appunto grosse il doppio, il triplo, come se le avessero fatte pensando che a usarle sarebbe stata una mano molto più grande. Mi sentii rabbrividire all'idea di quella mano&lt;/em&gt;. (&lt;em&gt;Dentro&lt;/em&gt;, S. Bonvissuto)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ho appena finito di leggere un libro straordinario: &lt;em&gt;Dentro&lt;/em&gt;, di Sandro Bonvissuto.&lt;br&gt;
Non apprezzo però l'inversione dell'ordine dei racconti, frutto dell'editing  Einaudi; si passa dal primo testo che narra l'esperienza di un uomo  detenuto al secondo dove troviamo un ragazzo delle scuole superiori, fino ad arrivare al terzo, in cui il protagonista ha cinque anni.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Quando il piano originario dell'autore era improntato a una semplice evoluzione in tre tappe di un'esistenza umana, seguendo un registro anagrafico-interiore progressivo, che mostrava dapprima i segni sui polsi di bambino per andarli poi a decifrare di nuovo nell'età adulta, quando certi giochi sono già stati, una volta per sempre, giocati. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mi auguro una riedizione futura delle tre storie nel giusto ordine. Probabilmente accadrà, perché di questo autore sentiremo parlare ancora. Si tratta di un libro necessario, un romanzo formato da tre corpi distinti,  un testo allegorico; rimanda in continuazione, ostinatamente ad altro. Una &lt;em&gt;Psychomachia&lt;/em&gt; di questi giorni. Filosofia narrante, antropologia; il perturbante; a tratti, scrittura surreale alla Lewis-Carroll.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/alice_e_la_medicina/6735057" title="alice e la medicina"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/057/6735057_92d1259e62_m.jpeg" alt="alice e la medicina"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Tre racconti, tre stati della materia:  una sostanza che è purezza, inconsapevolezza e innocenza, uno stato intermedio, e la fase finale in cui la materia è stata percossa, ferita, e niente potrà essere più come prima. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Reiterate sono le rappresentazioni di luoghi dove l'idea perduta o irraggiungibile di purezza si concentra; la matrice di questi territori è 'il piccolo deserto' del racconto &lt;em&gt;Il giorno in cui mio padre mi ha insegnato&lt;/em&gt;, un luogo intriso &lt;em&gt;di un'evidenza così immediata e forte da rapirci&lt;/em&gt;; un posto che &lt;em&gt;non si mostrava dalla strada sterrata ma, se sapevi dov'era, nemmeno si nascondeva&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Intanto stava lì, come una crepa nel presente (. . .) E quel posto era una buca, una buca che il tempo si era dimenticato di riempire&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il 'piccolo deserto', nella rievocazione del protagonista, è un posto prodigioso, desiderabile,ma attraversato da lampi di presagi di sconfitta e di delusione, non solo perché i compagni di giochi vanno a goderselo escludendolo, ma perché evoca il timore che la sua essenza sia continuamente a rischio di estinzione: &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Di sicuro era il vento a cambiarlo. Il vento che veniva dal mare. Perché è solo il vento a cambiare le cose, sennò queste, da sole, non cambiano mai&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La purezza ne &lt;em&gt;Il giardino delle arance amare&lt;/em&gt; è  un borgo intravisto dall'auto che porta il protagonista al carcere; un altrove impossibile da raggiungere, persino se ci si dirigesse là per un improponibile cambio di direzione di marcia.&lt;br&gt;
&lt;em&gt;&lt;br&gt;
Guardavo fuori dal finestrino, ma non si vedeva niente; solo delle minuscole luci molto distanti. Forse un piccolo borgo di campagna lontano, di quelli fatti di quattro case, la chiesuola, il fienile e la stalla, tutto raccolto intorno a un fontanile. Dopo un po' già non lo vedevo più. Magari non c'era nemmeno prima.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/luca_valotta/6735084" title="Luca Valotta"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/084/6735084_246664d46e_m.jpeg" alt="Luca Valotta"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ne &lt;em&gt;Il mio compagno di banco&lt;/em&gt; lo spazio dell'autenticità  è il banco condiviso con l'adorato compagno, territorio prezioso e neutro, scampato all'atmosfera repressiva della scuola, destinato inesorabilmente alla distruzione:&lt;br&gt;
&lt;em&gt;&lt;br&gt;
Un giorno non lo trovammo più. Non era da nessuna parte. Dovevano averlo portato via. Anzi deportato&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Una volta superata la soglia di alcune esperienze, l'idea di purezza se ne va per sempre, scompare il ventaglio delle possibilità. Si riceve un marchio definitivo, indelebile. Infatti un detenuto diventa la sua colpa, diventa della stessa sostanza del suo reato:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Forse questo accade per via del fatto che in carcere si parla solo con avvocati, magistrati e guardie penitenziarie, cioè solo con gente che parla della tua colpa. Così lei diventa più importante di te. Ti sovrasta. Ti domina. Attira consenso e favore, o disprezzo, o viceversa rispetto. E alla fine tu non conti più niente, conta solo lei.&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
Oppure:&lt;br&gt;
&lt;em&gt;Ma i carceri sono luoghi separati davvero, da cui questa gente uscirà solo per tornare dentro.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Molti avvenimenti  nel libro hanno la consistenza di cose sognate. La biblioteca del carcere è una specie di miraggio, il protagonista vi entra per una casualità, durante l'ora d'aria. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Una sorta di definizione di concetto universale di biblioteca per antitesi; in questa sono assenti tutti gli elementi che sarebbero necessari a rappresentarla. Qui non c'è catalogazione di libri; i libri non vengono restituiti; né donati né comprati; non esistono orari prestabiliti di apertura; soprattutto questa non-biblioteca possiede un solo libro, a cui è stato strappato l'incipit.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Questo vale anche per la sala giochi del carcere in cui è presente un unico gioco.&lt;br&gt;
Dell'unico libro presente in biblioteca, il &lt;em&gt;Don Chisciotte&lt;/em&gt;, l'autore conosce l'incipit a memoria; evidentemente con quelle parole ha tenuto lunga consuetudine; e la pallina del biliardino, il gioco del tempo dell'adolescenza- in cui ancora si poteva essere felici- è stata sottratta da qualcuno; il suono della pallina che scorre sulla materia ruvida ora riecheggia nella greve notte del carcere. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/labirinti/6735058" title="Labirinti"&gt;&lt;img src="http://data8.blog.de/media/058/6735058_b29072dfaf_m.jpeg" alt="Labirinti"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Biblioteca e sala giochi sono pretesto non superficiale per rievocare cristallizzazioni importanti nella  memoria del protagonista.&lt;br&gt;
Inoltre si pensa che in una società prodiga di eccessi di consumo, questo mondo scarno, spoglio, pieno di cattivi odori sia anche idoneo ad evocare la sobrietà.&lt;br&gt;
Come se fossimo costretti a comprendere l'importanza delle cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2012/11/18/dentro-di-sandro-bonvissuto-leggete-questo-libro-15218503/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>dentro</category><category>sandro-bonvissuto</category><category>libri</category><category>recensione</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2012/11/18/dentro-di-sandro-bonvissuto-leggete-questo-libro-15218503/#comments</comments></item><item><title>Lavorare l'argilla con i bambini delle tendopoli.  Virginia, io, Save the children</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2012/08/01/lavorare-l-argilla-con-i-bambini-delle-tendopoli-virginia-io-save-the-children-14326838/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2012-07-31:/2012/08/01/lavorare-l-argilla-con-i-bambini-delle-tendopoli-virginia-io-save-the-children-14326838/</guid><pubDate>Wed, 01 Aug 2012 00:58:07 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/benvenuti/6521271" title="Benvenuti"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/271/6521271_73486f241a_m.jpeg" alt="Benvenuti"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Domenica 27 luglio 2012.&lt;br&gt;
Una delle tendopoli di Finale Emilia.&lt;br&gt;
A., di circa 8 anni, regala a me e a Virginia due piccoli cuori d'argilla fatti da lui, dipinti di rosa. Appoggio sul bordo di un biliardino il cuore destinato a me; ma chissà per quale motivo, cade e si rompe.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;A. se ne accorge e me lo porta, posato con delicatezza sul palmo della sua mano; mi spiega che l'ha aggiustato con il vinavil. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Adoro questo piccolo cuore rotto e riparato con amore.&lt;br&gt;
Mi fa pensare che i bambini hanno familiarità con le crepe.&lt;br&gt;
Che non buttano via qualcosa di rotto, ma ci riprovano e incollano i brani delle loro esistenze fatte a pezzi, limitate, martoriate, negate. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mi fa pensare a certe ricuciture irriducibili del mio stesso cuore.&lt;br&gt;
E' un segreto, lo so: i bambini sanno tutto e non riescono quasi mai a insegnarlo ai grandi.&lt;br&gt;
Il loro muscolo cardiaco non scende a compromessi, batte senza mezzi termini. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/amore/6521289" title="amore"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/289/6521289_75093e05eb_m.jpeg" alt="amore"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Finale Emilia, San Possidonio, Concordia, Novi, e poi di nuovo Finale Emilia, per chiudere una spirale di emozioni con questi angeli scoperti per caso da me e da Virginia (vedi &lt;a href="http://www.nunubabyparking.com/index.htm"&gt;Nunù&lt;/a&gt;) i ragazzi di &lt;em&gt;Save the Children.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ci sembra impossibile che tutti questi ragazzi siano amorevoli e competenti allo stesso modo, in tutti i campi conosciuti. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;O sono tutti così splendidi per una casualita' impossibile oppure deduciamo, Virginia ed io, che &lt;em&gt;Save the Children &lt;/em&gt;sia un'ottima organizzazione, che la formazione dei loro operatori è rigorosa e la selezione delle persone funziona fino in fondo.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/angels/6521273" title="angels"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/273/6521273_efbf3344dd_m.jpeg" alt="angels"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Per alcuni ragazzini delle tendopoli questo terremoto ha offerto in cambio dell'orrore, almeno un  grosso regalo: la presenza dei ragazzi di &lt;em&gt;Save the children&lt;/em&gt; mattina e sera, ogni giorno della settimana, per mesi (che continua e continuerà), che non svolgono il puro livello 'animazione', 'intrattenimento' ma lavorano come educatori con continuità anche sul profondo, sul trauma provocato dal terremoto, dallo sradicamento, dalla perdita di coordinate di questi piccoli. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Uno dei lavori simbolo dei &lt;em&gt;Save the children&lt;/em&gt; nelle tendopoli consiste nell' incoraggiare i bambini a (ri)costruire la loro casa o la loro stanza in miniatura (la città persino) con diversi materiali; un modo efficace per permettere loro di fronteggiare e gestire il dramma vissuto.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/angels/6521315" title="angels"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/315/6521315_6d67a85c54_m.jpeg" alt="angels"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ringraziamo particolarmente Lorenzo (campo di Finale Emilia) che viene da Roma, che non si è mosso dalla tendopoli dove opera praticamente dalla prima scossa, il primo &lt;em&gt;Save&lt;/em&gt; che ho conosciuto.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E Luisa che ha comprato chili e chili di argilla per i nostri laboratori; e ci ha inviato in campi diversi, facendoci fare &lt;em&gt;esperienza&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il bambino (un campo di Concordia) che ha martellato l'argilla con energia smisurata con i pugni delle sue piccole mani; e che poi si è alzato in piedi, ha sistemato il blocco grigio sotto il fondo della cassetta della frutta che serviva da base per modellarlo e l'ha calpestato con tutta la sua forza: come se schiacciasse uva per farne un mosto.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/il_rito/6521272" title="il rito"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/272/6521272_3dfb479c30_m.jpeg" alt="il rito"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La bambina (campo di Finale Emilia) che ha onorato la memoria del suo cagnolino morto, modellando l'iniziale del suo nome con la creta, che appenderà la lettera ad un albero, affidandola al vento e alla pioggia in suo ricordo&lt;br&gt;
 (ma poi si rovinerà? Poi si romperà?)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Virginia che invita i bambini a toccare l'argilla con le punte delle dita; a schiacciarla ai bordi; a creare buchi con i polpastrelli; a pizzicarla per percepire la creta in molti modi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La bambina di Novi il cui nome tradotto in italiano significa 'angelo', che riflette, assorta, con il blocco di materiale fra le dita, incapace di iniziare, ma che dopo un piccolo aiuto modella una farfalla che ride, dalle enormi ali e dalle antenne che sembrano vive.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/notitle/6521286" title=""&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/286/6521286_1b1997251f_m.jpeg" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Un'elegante signora indiana con il vestito tradizionale che crea con perizia un vaso perfetto, anche se è la prima volta che maneggia l'argilla.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;R. che per dipingere la creta mischia i colori con molta attenzione e crea un bellissimo turchese.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;A. che crea un azzurro profondo come l'oceano.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;L'elefante espressionista della bambina di Finale.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La chiesa devastata e il campanile diroccato della piazzetta di San Possidonio incontrati all'improvviso mentre cercavamo un caffè in ghiaccio, per spezzare per un attimo l'afa che non dà tregua, mai.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/finale_emilia/6521299" title="Finale Emilia"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/299/6521299_3958f3973b_m.jpeg" alt="Finale Emilia"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il fiume di Finale Emilia, un serpente sinuoso con gibbosità verdi e dorate, sotto il ponte, alle porte della città. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;I campi della bassa e le luci che cambiano alle diverse ore del giorno, il mistero delle stoppie bruciate, dei prati verdi, la bellezza  silenziosa- e ora spesso tragica- dei casali.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;strong&gt;(le immagini sono di Virginia Farina)&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;
	




&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2012/08/01/lavorare-l-argilla-con-i-bambini-delle-tendopoli-virginia-io-save-the-children-14326838/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>virginia</category><category>terremoto</category><category>save-the-children</category><category>bambini</category><category>amore</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2012/08/01/lavorare-l-argilla-con-i-bambini-delle-tendopoli-virginia-io-save-the-children-14326838/#comments</comments></item><item><title>Mamma</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2012/04/21/mamma-13552221/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2012-04-20:/2012/04/21/mamma-13552221/</guid><pubDate>Sat, 21 Apr 2012 01:29:52 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/la_bellezza/6321474" title="la bellezza"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/474/6321474_5f9f243f10_m.png" alt="la bellezza"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Le generazioni si alternano con passo così lento che, in un mattino di aprile, scopri che tua madre è diventata una donna anziana, di colpo. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nell'alba di un sonno serale cerchi per casa la sua assenza&lt;br&gt;
'formichina, formichina, dove sei?'&lt;br&gt;
e non riesci a svegliarti, non prima di averla rivista, in piedi accanto allo scaffale dove riponi le conserve, tonno, riso, pasta, ceci e lenticchie, aurata di luce leggera, sfocata, come se si fosse rivelata a te solo per l'anima di gazzella che ha, in purezza. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Com'è bella tua madre, mi dicono tutti dopo averla incontrata la prima volta, ed è arcano il mistero per cui lei rimane attraente dietro le rughe. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/specchi/6321476" title="specchi"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/476/6321476_9b17a832df_m.jpeg" alt="specchi"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Si supplica la madre di rimanere qui per tutto il tempo possibile, come si chiedeva la mattina prima di andare a scuola, il panino con la nutella. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Non è da tutti avere qualcuno come lei a sorvegliarti l'esistenza anche da lontano. Se si concentra, sa sempre cosa mi succede. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Quando avevo sette anni mi seguiva se mi allontanavo per esplorare le strade accanto al Cesare Battisti senza farsi vedere, per darmi spazio, per farmi provare cosa si sente a camminare da soli. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Infatti ce l'ho fatta, sono qui a curarmi ogni ferita; so uscire dalle trappole; so godere del pranzo che mi preparo con cura.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Finchè non mi addormento, per sognare la mamma.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/essenza/6321480" title="essenza"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/480/6321480_9e2b767d11_m.jpeg" alt="essenza"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Come se avessi di nuovo quattro anni,all'epoca in cui lei fece un viaggio di quattro giorni con papà senza portarmi con sé, facendomi scoprire il veleno dell'assenza di chi si ama troppo.&lt;/p&gt;
	




&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2012/04/21/mamma-13552221/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>amore</category><category>mamma</category><category>madre</category><category>famiglia</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2012/04/21/mamma-13552221/#comments</comments></item><item><title>Allende, Pasolini, Moravia, Satta. Gli scrittori e il tempo sospeso</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2012/03/22/allende-pasolini-moravia-satta-gli-scrittori-e-il-tempo-sospeso-13250840/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2012-03-21:/2012/03/22/allende-pasolini-moravia-satta-gli-scrittori-e-il-tempo-sospeso-13250840/</guid><pubDate>Thu, 22 Mar 2012 01:06:58 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/pasolini_e_cerami/6260587" title="pasolini e cerami"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/587/6260587_afd970258c_s.jpg" alt="pasolini e cerami"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Se dovete scrivere romanzi o poesia è necessario che possediate cinquecento sterline l'anno e una stanza con una serratura alla porta&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
Virginia Woolf, &lt;em&gt;Una stanza tutta per sè&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Isabel Allende scrisse il suo primo romanzo quando non aveva 'una stanza tutta per sé'.&lt;br&gt;
In &lt;em&gt;Paula&lt;/em&gt; racconta di quando stringeva fra le dita il manico di una valigetta portandosela sempre dietro, come un talismano, in andirivieni fra l'ufficio e la casa; tenendosela accanto quando badava ai due figli e al marito. La valigetta conteneva il suo dattiloscritto: sui fogli alcune macchie di sugo si confondevano con il bianchetto che si usava nell'epoca dimenticata delle macchine da scrivere. La morte di suo nonno le aveva innescato il demone della scrittura, chi la fermava più?&lt;br&gt;
&lt;em&gt;La casa degli spiriti&lt;/em&gt; la precipitò verso la fama immediata, e le procurò i mezzi per scrivere comodamente i romanzi successivi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;L'attuale compagno di Isabel ama prepararle il tè, e portarglielo mentre lei siede al tavolo rituale della preparazione alchemica dei romanzi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/spiriti_di_famiglia/6260588" title="spiriti di famiglia"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/588/6260588_279a7de567_m.jpg" alt="spiriti di famiglia"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Pier Paolo Pasolini nei primi anni cinquanta ci metteva tre ore e mezzo a raggiungere la scuola media di Ciampino dove insegnava lettere; durante quei lenti spostamenti fra trenini e autobus riuscì a leggersi, oltre a molti classici, le opere dialettali più importanti del novecento.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Chi lo avesse incontrato durante le sue trasferte da pendolare avrebbe visto soltanto un ragazzo di una trentina d'anni, serio e attento,con un libro in mano, che lanciava di tanto in tanto acute occhiate al paesaggio; senza immaginare che quel ragazzo stava lavorando al primo contratto editoriale della sua vita, la cura dell'antologia di poeti dialettali per l'editore Guanda. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Salvatore Satta, che sarebbe diventato giurista di fama, aveva incontrato la scrittura da giovane, nel corso di una lunga malattia. Nel 1928 &lt;em&gt;La Veranda&lt;/em&gt;, il  romanzo che raccontava quell'esperienza, fu sostenuto da Marino Moretti ma osteggiato fortemente per via della retorica salutista di quel periodo. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Anche Moravia cominciò a frequentare la lettura e la scrittura negli stessi anni durante una lunga malattia e un ricovero in sanatorio; e dopo, produsse niente di meno che &lt;em&gt;Gli Indifferenti.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E Pasolini scrisse (abbozzò) sei opere teatrali quando fu costretto per un mese a letto nel 1965 per una gravissima ulcera.&lt;br&gt;
Una parte importante de &lt;em&gt;La diceria dell'untore&lt;/em&gt; di Bufalino deriva da una sua lunga degenza in ospedale per aver contratto la tubercolosi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/viacarini_1961/6260611" title="viacarini-1961"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/611/6260611_aa2abb00de_m.jpg" alt="viacarini-1961"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Sospensioni. Pretesti, pause obbligate da una quotidianità già sperimentata che sfociano in nuovi progetti. Imprevisti.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Gramsci non si sarebbe scelto il suo destino da carcerato; noi però abbiamo ricevuto dalla sua sospensione da dannato importantissimi scritti.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E possiamo leggere &lt;em&gt;Memorie del sottosuolo&lt;/em&gt; di Dostoevskij o l'opera da sopravvissuto di Primo Levi. Le memorie di Goliarda Sapienza da Rebibbia.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Roberto Saviano, a causa della forzata reclusione di uomo minacciato, non può più girare libero e raccogliere materiale per la sua opera. Si è conquistato 'una stanza tutta per sé' dal punto di vista economico, ma questa stanza ha delle sbarre alla finestra, neppure tanto simboliche. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E' stato costretto a trasformare il modo di scrivere, sta andando verso altre soluzioni creative.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/satta_il_giurista/6260589" title="satta il giurista"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/589/6260589_616e172319_m.jpg" alt="satta il giurista"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Tornando a Satta, la delusione per la mancata accoglienza della prima opera lo fece dedicare in toto agli studi giuridici; il suo grande talento fu deviato e fatto confluire in contenuti tecnici.&lt;br&gt;
Tradiva la vocazione da scrittore, dicono i suoi amici giuristi, tornendo stilisticamente in modo eccessivo i periodi della prosa dei suoi saggi. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Dovette il suo secondo libro, &lt;em&gt;De profundis&lt;/em&gt;, a un'altra sospensione da tempo e  spazio, quando si rifugiò in campagna con la moglie durante la seconda guerra mondiale.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Scriverà il suo capolavoro vent'anni dopo - un libro ogni vent'anni - quando si trovò sul bordo della morte, tradito dalla sua epoca, disperato a causa della dissoluzione anche fisica del mondo familiare e della Sardegna che aveva conosciuto.&lt;br&gt;
Una forma di grave depressione lo trasformò di nuovo in scrittore, il trovarsi in prossimità di malattia e  morte lo liberò dalle responsabilità del mandato professionale.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/san_francesco_parla_ai_passeri/6260610" title="san francesco parla ai passeri"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/610/6260610_9cc9301e54_m.jpg" alt="san francesco parla ai passeri"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Pasolini disse, mancando per l'unica volta di attitudine profetica, che l'idea di invecchiare lo rendeva più gaio, perché avrebbe smarrito il peso degli investimenti sul futuro, avrebbe potuto vivere davvero in odor di leggerezza, come gli uccelli del cielo e i gigli dei campi. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Invece, il suo ultimo gesto poetico fu di pesantezza esemplare, &lt;em&gt; Salò o le 120 giornate di Sodoma&lt;/em&gt;, una straordinaria, insopportabile istantanea del potere del Palazzo e di tutti i Poteri.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;C'è un altro aspetto della commistione fra lavoro e scrittura. Lo stile di Salvatore Satta non fu inquinato dal dedicarsi per la maggior parte della vita a scrivere saggi giuridici. In un certo senso, Satta fu quasi schizoide.&lt;br&gt;
Accanto a una selva di volumi scritti per la giurisprudenza, spuntano quei pochi fiori selvatici letterari nella loro netta brillantezza e autonomia di linguaggio. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Non è così, di solito. Chi pratica la carriera accademica, i professori universitari per esempio, difficilmente mantengono, se l'hanno mai posseduta prima, la capacità di scrivere letteratura.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La stessa cosa, in modo diverso, accade per i giornalisti. Mantengono giocoforza un legame con lo stile, con la prosa del loro lavoro che pregiudica, a volte, i loro esiti letterari. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/regard/6260594" title="regard"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/594/6260594_46bb9aa899_m.jpg" alt="regard"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La Fallaci ha scritto alcuni libri di buona qualità, ma è soltanto in &lt;em&gt;Un uomo&lt;/em&gt; che realizza tutta la capacità di romanziera.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Molti scrittori non scrivono abbastanza perché lavorano. Oppure non credono abbastanza nel loro lavoro e si caricano di impegni smarrendo il senso di una vera e propria missione. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;In un racconto di Albert Camus si narra di uno scrittore che cede sempre più spazio della casa in cui vive alla famiglia, fino a morirne.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Si può leggere questa storia sostituendo al ruolo della famiglia quello di una convivenza fra lo scrittore e un lavoro alienante, faticoso, demoralizzante.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Stephen King non ha scelto questa strada. Sposò molto giovane la sua Tabitha Jane-Frances, una scrittrice di cui poco sappiamo, forse dotata di poco talento, schiacciata dal suo augusto marito.  Tabitha non  ha limitato  la carriera del marito, l'ha sostenuta sin dall'inizio, quando Stephen collezionava lettere di rifiuto dagli editori. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/stephen_king_office/6260605" title="Stephen_King_office"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/605/6260605_719f698d13_m.jpg" alt="Stephen_King_office"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Paul Auster ha fatto altre scelte. La sua moglie attuale, ma anche l'ex moglie sono scrittrici affermate, produttive; meno note di lui, ma autonome. L'ultimo matrimonio sembra felice. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Tornando a Stephen: lui, al suo esordio, svolgeva molti lavori fra i meno riconosciuti socialmente, viveva con la famiglia in una roulotte; dopo la pubblicazione di &lt;em&gt;Carrie&lt;/em&gt; il suo nome prese quota fino a portargli, oltre la fama, una ricchezza immensa. La sua giornata da scrittore è simile alla giornata di un bottegaio, si siede al tavolo molte ore al giorno con ritmo impiegatizio.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il suo percorso è esemplare, la sua vita è romanzesca.&lt;br&gt;
Il sogno americano non partorisce solo mostri. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Scrivere perchè la guerra, o la malattia hanno perforato la fila dei giorni e l'elaborazione di un vissuto supera la portata della propria sensibilità. Scrivere per testimoniarne. Scrivere nonostante il lavoro occupi la giornata freneticamente, nei ritagli di tempo.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Svegliarsi all'alba, leggere alla fermata dell'autobus, durante le pause pranzo; scrivere perchè si è ispirati da quel lavoro a malapena sopportato per sostenersi economicamente, scrivere di quel lavoro scelto perchè (invece) ci appassiona, de-scrivere i  personaggi incontrati sullo scenario quotidiano del proprio ufficio, del negozio, della biblioteca, dell'autostrada percorsa ogni giorno per lavoro. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Commistioni e congiunzioni fra gli scrittori e il mondo, ricerca dell'isolamento dopo un'esperienza, o a causa di un'esperienza vissuta che impone d'essere scritta. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2012/03/22/allende-pasolini-moravia-satta-gli-scrittori-e-il-tempo-sospeso-13250840/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>pasolini</category><category>scrittori</category><category>fallaci</category><category>libri</category><category>romanzo</category><category>king</category><category>satta</category><category>allende</category><category>recensione</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2012/03/22/allende-pasolini-moravia-satta-gli-scrittori-e-il-tempo-sospeso-13250840/#comments</comments></item><item><title>L'anno del pensiero magico di Joan Didion. Amore e lutto.</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2011/12/29/l-anno-del-pensiero-magico-di-joan-didion-amore-e-lutto-12368041/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2011-12-29:/2011/12/29/l-anno-del-pensiero-magico-di-joan-didion-amore-e-lutto-12368041/</guid><pubDate>Thu, 29 Dec 2011 19:02:36 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=1192876" title="la famiglia di Joan"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/876/1192876_625d8b3e94_m.jpg" alt="la famiglia di Joan" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Joan Didion con il marito John e la figlia, Quintana.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt; &lt;em&gt;Ricordo di aver pensato che il dottore si sbagliava. Per tutto il tempo che passo' in questo RTI Dominque era viva. Non poteva continuare a vivere senza aiuto, ma era viva. Questo era il bianco. Quando avessero spento il respiratore sarebbe passato qualche minuto prima che cessassero le sue funzioni, e allora sarebbe morta. Questo era il nero. &lt;/em&gt;&lt;br&gt;
Joan Didion&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Credo di cominciare a capire perche' il dolore mi tiene in questo stato di incertezza. Nasce dalla frustrazione di impulsi che erano diventati abituali. Un pensiero dopo l'altro, un sentimento dopo l'altro, un atto dopo l'altro, tutti avevano come oggetto H. Io continuo a incoccare la freccia per la forza dell' abitudine, poi mi ricordo e devo deporre l'arco. Tante strade portano i miei pensieri ad H. Io ne imbocco una. Ma ora e' bloccata dalla sbarra di una intransitabile frontiera. Tante strade una volta. Oggi tanti vicoli ciechi.&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
C.S. Lewis&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mia madre e mio padre hanno vissuto fusi l'uno nell'altro per ventisette anni. Si conoscevano da trentanove anni. Lei e' stata una di quelle mogli posate dalle mani maritali, stabilmente, su un piedistallo d?oro. Riceveva spesso rose rosse e bigliettini amorosi e quasi sacrali, dove le parole &lt;em&gt;regina&lt;/em&gt; e  &lt;em&gt;bellezza immutabile&lt;/em&gt; ricorrevano instancabilmente. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La donna del negozio dei fiori pianse dirottamente sapendo della morte di quel cliente serio, riservato e un po' timido, che si riforniva di corolle e bigliettini da lei.&lt;br&gt;
Quando papa' e' morto, nel 1989, di cancro fulminante, mia madre pianse per tre anni accovacciata sul divano del soggiorno. Ho l'impressione bizzarra - ma che dovra' pur avere un fondamento di realta', che non si sia mai mossa in quel periodo da quel divano coperto di stoffa ocra.&lt;br&gt;
Una notte mia madre fece un sogno: si trovava nel magnifico cimitero di Lecce, che ha un'entrata ottocentesca con grande e alto colonnato, e una scritta enorme incisa sul marmo, in latino, densa di avvertimenti come quella dell'insegna dantesca.&lt;br&gt;
Vagando per le vie del villaggio spettrale, incontrava mio padre che la stringeva. Lei, ad un tratto, si divincolava dall'abbraccio, cominciava a correre febbrilmente fin fuori dal cancello, ritrovandosi salva a respirare l'aria del &lt;em&gt;fuori&lt;/em&gt;, meno impregnata dall'esalazione dei cipressi alti, dritti e severi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Lascio' poco dopo la tana del divano del soggiorno coperto di stoffa ocra, e riprese a camminare.&lt;br&gt;
Penso che mio padre l'avesse amata cosi' profondamente per quella sua capacita' di soffrire e di amare, ma anche per quel suo sano e incrollabile amore per la Vita.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=1192884" title="recherche"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/884/1192884_4a1acc6d51_m.jpg" alt="recherche" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Scena dal film "La camera verde" di Truffaut&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Questo, altro, e a altri ho pensato leggendo il libro di Joan Didion, &lt;em&gt;l'Anno del pensiero magico&lt;/em&gt;.&lt;br&gt;
E' la storia dell'anno trascorso dalla scrittrice dopo la morte improvvisa per infarto del marito, mentre gia' erano gravissime le condizioni di salute dell'unica figlia della coppia, Quintana.&lt;br&gt;
Il libro e' in fondo un taccuino privato reso pubblico dipinto con stemperati e pacati colori pastello.&lt;br&gt;
Il contrasto fra lo strazio del messaggio e del racconto con lo stile ampio e sereno, elettroencelofagramma della sua anima intelligente rendono lo scritto importante.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Puo' essere descritto in molti modi.&lt;br&gt;
Per esempio, e' un libro che riflette sugli effetti dannosi e meravigliosi della fusione fra due individui. Nonostante le parti malinconiche e tenerissime vergate sulla figlia Quintana, che morira' poco dopo la stesura del romanzo, il lettore non puo' non avvertire quanto sia piu' forte la liana del contatto/contagio fra Joan e John, foneticamente somiglianti anche nel nome, rispetto al rapporto madre-figlia.&lt;br&gt;
Chi conosce gli scrittori sa che i figli, se pur amati, vengono sempre vissuti come entita' lievemente separate, dotate di autonomia, che interferiscono gioco forza con il tran tran obbligato della scrittura, unico valore e senso della giornata degli scrittori.&lt;br&gt;
I due vivono e scrivono insieme da quarant'anni, nonostante l'avvertimento, forse saggio, delle zie e della madre di  lei, &lt;em&gt;in ricchezza e in poverta', ma mai a pranzo.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=1192885" title="joan_didion_2"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/885/1192885_bbd129f4e4_m.jpg" alt="joan_didion_2" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=1192886" title="joan didion"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/886/1192886_c8c7f1a7c7_s.jpg" alt="joan didion" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Nelle foto, Joan Didion&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Non saprei dire quante volte, in una giornata qualsiasi, dovessi dirgli qualcosa.Questo impulso non e' venuto meno con la sua morte. Quella che e' venuta meno, e' la possibilita' di ottenere una risposta.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Scrivono entrambi in casa. Non restano divisi nelle occasioni ufficiali, e se hanno impegni divergenti, John prende l'aereo almeno per cenare insieme. Joan non conserva lettere di John, particolare inusuale in un rapporto  fra scrittori, perche' quasi mai si separano; le resta il ricordo di bollette salate di telefonate plurime durante le brevi separazioni.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Gli oggetti rimasti. Ci vorrebbe un commento a parte sull'importanza che da' Joan nel racconto, che e' nota a tutti gli amputati della persona cara, degli oggetti restati, concretizzazione, rimorso e sollievo zoppo dell'assenza dell'amato.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Joan scrive di molte cose. Raffinata e sincera elaborazione faticosa di un lutto intrecciato alla pena per la figlia. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;La vita cambia in fretta. La vita cambia in un istante. Una sera ti metti a tavola e la vita che conoscevi e' finita.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Tenui ma fondamentali, secondo me, come i dettagli minori di un sogno che il terapista scaltro analizza piu' a fondo del tema principale, i riferimenti intrisi di un fastidioso senso di colpa all'insoddisfazione di John degli ultimi tempi rispetto all'esistenza che conduceva.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;La sera in cui mori', o la sera prima, nel taxi fra il Beth Israel e il nostro appartamento, disse varie cose che per la prima volta mi impedirono di attribuire prontamente il suo cattivo umore alla depressione, una fase normale nella vita di tutti gli scrittori.&lt;br&gt;
Tutto quello che aveva fatto, disse, non valeva niente.&lt;br&gt;
(...) disse che il suo pezzo sulla New York Rewiew, una recensione della biografia di Natalie Wood scritta da Gavin Lambert, non valeva niente.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Viene da pensare insieme a Joan di una certa premonizione del riversaggio nelle cascate della fine, dell'anima che sta per migrare e che per questo entra in una percezione piu' ampia, in una diversa Visione.&lt;br&gt;
L'anima che si smaschera, che e' quasi nuda. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Perche' ho perso tempo a scrivere un pezzo su Natalie Wood?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E pochi giorni prima invoca Joan di ricordarsi quanto scrive bene. Sui binari della Scrittura e' imprigionata la forte carica d'amore di queste anima gemelle.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il carboncino di Joan che ritrae il suo lutto, imprime a fondo il foglio annotando con stupore le proprie reazioni fisiche e psicologiche dopo l'evento luttuoso. Il suo comodino da vedova si riempie di testi sull'argomento, affastellati, sovrapposti a testi medici che chiedono spiegazione ai gravissimi colpi che riceve la figlia nell'alveo delle sue arterie.&lt;br&gt;
Chiede aiuto alle uniche risorse che hanno gli scrittori per sopravvivere: la scrittura e la lettura di scrittori sull'argomento morte e malattia.&lt;br&gt;
Si vede. Si studia. Si guarda mentre non butta via tutte le scarpe di Jonn perche', quando &lt;em&gt;ritornera'&lt;/em&gt;, ne avra' bisogno. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=1192903" title="adiacenze"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/903/1192903_57a202149b_s.jpg" alt="adiacenze" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=1192904" title="scrivania"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/904/1192904_a97695cfbd_s.jpg" alt="scrivania" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=1192906" title="ricordi?"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/906/1192906_49ca1baefd_s.jpg" alt="ricordi?" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Per molti anni dopo la morte di Felice, mio padre, chiudevo ancora con cura, per un riflesso simile a questo descritto la porta che divideva il soggiorno dal corridoio e quindi dalla camera da letto dei miei della casa materna perche' lui potesse riposare in silenzio, senza sentire le nostre chiacchiere. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Joan analiticamente ripercorre i momenti e i giorni prima della morte. Cerca riferimenti di presagio, tornando anche a molti anni prima, quando per una festa aveva deciso di riempire la piscina di gardenie e candele galleggianti, ma a lavoro finito, le candele e le gardenie erano state aspirate dal filtro mostrando uno spettacolo di catastrofe. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ripensa alla tenuita' della scrittura  a matita degli ultimi tempi di John, come se il marito fosse gia' in una soglia, fra vita e trapasso, e non nel nero o nel bianco del prima e del dopo l'evento. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E' anche, quindi, questo,  un libro sul grigio, sulle sfumature fra la vita e il dopo la vita, sui simboli, sui sogni, sui gesti lasciati a meta', sui pensieri intercettati, sulle intuizioni non ascoltate. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Un libro da leggere e da regalare, in una societa' come quella in cui stiamo &lt;em&gt;vivendo&lt;/em&gt; che, come tanti saggisti insegnano da molti decenni, rimuove la morte e il pensiero della morte per spingerci all'euforia del falso benessere, lo stato emotivo del buon acquirente di merce.&lt;br&gt;
Acquistiamo una buona merce, allora. Il libro della Didion.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2011/12/29/l-anno-del-pensiero-magico-di-joan-didion-amore-e-lutto-12368041/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>amore</category><category>morte</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2011/12/29/l-anno-del-pensiero-magico-di-joan-didion-amore-e-lutto-12368041/#comments</comments></item><item><title>Gregory Colbert: il fotografo-filosofo dell'estasi</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2011/12/21/gregory-colbert-il-fotografo-filosofo-dell-estasi-12336129/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2011-12-21:/2011/12/21/gregory-colbert-il-fotografo-filosofo-dell-estasi-12336129/</guid><pubDate>Wed, 21 Dec 2011 18:11:09 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/gregory_colbert_001_5/6085260" title="Gregory_Colbert_001[5]"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/260/6085260_b78058024e_m.jpg" alt="Gregory_Colbert_001[5]"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/gregory_colbert6/6085261" title="gregory colbert6"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/261/6085261_fcace45154_m.jpg" alt="gregory colbert6"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/gregory_colbert_ashes_and_snow_ix/6085262" title="gregory-colbert-ashes-and-snow-ix"&gt;&lt;img src="http://data7.blog.de/media/262/6085262_d2259e4e5f_m.jpg" alt="gregory-colbert-ashes-and-snow-ix"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;a cura di Patrizia Caffiero&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Se la mia mostra è radicale in qualcosa è nella sua totale semplicità, - dice Colbert - sia un taglialegna che un broker di Wall Street possono capirla. Perché la capacità di sognare è un dono di tutti.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;L'artista ha trascorso tredici anni a cercare per molte zone del mondo gli scatti perfetti che sono esposti in &lt;em&gt;Ashes and snow&lt;/em&gt;. Le immagini che ha selezionato e installato non consentono di individuare la geografia del luogo ripreso. Mostrano Non Luoghi, non quelli descritti da Augé; sono luoghi in cui si ritrova l'essenza, si richiama il Sè, spazi meditativi e rituali. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nessun ritocco alle foto, la stampa è effettuata su materiali preparati secondo antiche operazioni artigianali. Anche nell'installazione, Colbert sa andare oltre l'idea di spazi convenzionali e ristretti. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La prima mostra nel 2002,a Venezia, ha riempito spazi che pochi artisti occupano con una personale. In seguito l'artista ha fatto costruire il Nomadic Museum, disegnato dall'architetto giapponese Shigeru Ban e realizzato interamente con materiali riciclabili e riutilizzabili, che viene smontato rimontato in diverse città del mondo. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La Mostra e il museo sono stati trasferiti prima a Santa Monica nel 2006, poi a Tokyo nel 2007, a Città del Messico nel 2008 e poi in Brasile. Ad oggi il museo nomade continua il suo tour in giro per il mondo senza una mèta finale ed ha attirato oltre 10 milioni di visitatori, molti dei quali si spostano e si organizzano in una specie di carovana viaggiante. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;L'opera è una successione di visioni estatiche. Si incontrano i temi del viaggio, dell'associazione di mondi, luoghi, persone. È contemplazione che porta alla contemplazione. Il dialogo fra l'uomo e l'animale non è mai artificioso, è empatia, rispetto e unità, l'affollarsi di archetipi, l'affacciarsi del numinoso. L'accostare il monaco che legge un libro all'elefante in sacrale ascolto suscita &lt;em&gt;insight&lt;/em&gt; senza fine.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Corpi sospesi, donne dal vigore sciamanico che si mettono in rapporto con animali - medicina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2011/12/21/gregory-colbert-il-fotografo-filosofo-dell-estasi-12336129/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2011/12/21/gregory-colbert-il-fotografo-filosofo-dell-estasi-12336129/#comments</comments></item><item><title>Il mio migliore amico</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2011/05/11/il-mio-migliore-amico-11134377/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2011-05-11:/2011/05/11/il-mio-migliore-amico-11134377/</guid><pubDate>Wed, 11 May 2011 16:15:23 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=1118276" title="amico"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/276/1118276_4e5a18c118_m.jpg" alt="amico" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Chi si aspetta un dramma o una 'seria commedia', resta deluso da &lt;em&gt;Il mio miglior amico&lt;/em&gt; di Patrice Leconte. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Questo film infatti è &lt;em&gt;soltanto&lt;/em&gt; una strana favola.&lt;br&gt;
Dialoghetti irreali perché tirati, sfoltiti fino all?esasperazione, fino ad appiattirli.&lt;br&gt;
Sketch improbabili nella loro liquida assurdità.&lt;br&gt;
L'incontro comico e tragico- alla conferenza -con l'occhialuto.&lt;br&gt;
La ricerca del manuale, il breve colloquio con la vedova del mercante d'arte, o l'incontro con il compagno di scuola.&lt;br&gt;
Il tutto è poco realistico; danno l'impressione, testo e immagine, a tratti, d'essere montati come un fumetto.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Per esigenze di chiarezza di messaggio; perchè la lezione morale passi limpida. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La favola.&lt;br&gt;
Non è dettaglio da niente che Auteuil-Francois, mentre si interessa ai vecchi oggetti  di Bruno conservati nella sua stanza da adolescente, incappi nella frase detta al principe dalla volpe per spiegargli cosa sia l'amicizia. &lt;em&gt;Le petit prince&lt;/em&gt; in Francia, ma anche in Italia, ha una diffusione più che capillare, più che popolare. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Diffusione che ce l'ha reso, ammettiamo, un pò stucchevole: ma funziona, la parabola-libretto inventata dall'aviatore che si schiantò a quarant'anni nella nebbia, non prima di vergare poche parole di saggezza. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Leggero nei suoi temi (come suo solito) pesanti come il marmo tombale e corrosivi del petto (il fiume di pietra schiumante che coprì la Parrucchiera nel '90), Leconte ragiona sull'individualismo e sulla fragilità/necessarietà dei rapporti amicali.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La socia di Francois è una Fata Turchina con indice predicatorio.&lt;br&gt;
Una delle balene- Leviatan è la trave nell'occhio che oscura la vista. Gli occhi di questa sorta di Scrooge sono incrostati completamente d'oggetti antichi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=1118417" title="l"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/417/1118417_0b0260c1b5_m.jpg" alt="l" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il film non affida all'amore il calor di fucina utile ad arroventare la corazza di Auteuil.&lt;br&gt;
Affida il guanto della sfida alla naiveté arresa di Bruno, che saluta la gente per strada, logorroico e un po' ottuso, al punto che Francois al primo incontro con "l'amico" lascia il taxi, esasperato(altro archetipo narrativo, la fuga iniziale nelle narrazioni dell'eroe dall'inaspettato, l'incapacità iniziale di integrarlo in un vissuto già strutturato, in equilibrio)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Le piccole cose che Leconte ama filmare, anche qui le ritrae cesellandole e accarezzandole. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La telecamera ha dei sussulti, e quando Auteuil apre- in qualche momento- la comprensione, gli si avvicina con piccoli balzi, irrigidendosi e inquadrandolo, quasi in fermo- immagine. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Piccole sentenze. Le verità nascoste in simboli così evidenti da esser quasi non credibili: un enorme fragilissimo lacrimatoio dove sono dipinti gli amici del mito, Achille e Patroclo, addirittura.&lt;br&gt;
Come emularli? Il goffo Francois fatica nelle prove dell'amicizia, di cui non conosce l'alfabeto. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il mago Auteuil (o sarà stata pregnante la guida lecontiana? Saperlo!) ci riserva qui scatti continui e stranianti sui piani del viso schizzato da un grande cubista. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Auteuil rifà qui &lt;em&gt;Un cuore in inverno&lt;/em&gt; (uno degli sceneggiatori di questo film disegnò quel film sublime) ma anche l'&lt;em&gt;Avversario&lt;/em&gt;, anche &lt;em&gt;Caché&lt;/em&gt; in altro modo e altri ruoli in cui si è non banalmente ma poeticamente - diamine- specializzato con una diversa interpretazione gestuale.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=1118433" title="amico"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/433/1118433_20d8e56db3_m.jpg" alt="amico" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Sorrisetti sbagliati. Mezzi gesti tagliati male. Occhi strabuzzati.&lt;br&gt;
Il cuore d'inverno si assottiglia, diventa rivolo freddo, si presenta vicino, si rivela più familiare. Quasi possiamo sfiorare quelle dita lunghe e bianche di uomo restio a guardare altro da sé.&lt;br&gt;
L'amante non mal trattata ma poco trattata era l'amica &lt;em&gt;comoda&lt;/em&gt; e complice del protagonista di cuore d?inverno. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ma non è l'amore che qui aumenta la temperatura, abbiamo detto, come siamo abituati a vedere nelle commedie francesi, americane tradizionali. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E' l'epifania dell'amico, contrapposto, così diverso;&lt;em&gt; Il piccolo principe&lt;/em&gt; non incontrò un altro principe, non si guardò languido nello stagno; inciampò, sbadato, in una piccola, ispida, volpe. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2011/05/11/il-mio-migliore-amico-11134377/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>amicizia</category><category>cinema</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2011/05/11/il-mio-migliore-amico-11134377/#comments</comments></item><item><title>Di vita in vita. L'amore.</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2011/03/13/di-vita-in-vita-l-amore-10816332/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2011-03-13:/2011/03/13/di-vita-in-vita-l-amore-10816332/</guid><pubDate>Sun, 13 Mar 2011 07:03:06 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/l_uomo_che_verra/5418353" title="L"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/353/5418353_a8f82035aa_m.jpg" alt="L"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nella palude della sua vita da giunco memorie di guerre aspettate con l'ago in mano, mentre lui non ritornava mai abbastanza in fretta nei mesi lunari, all'ombra di un grembo che ingrandiva insieme alle sterlizie e alle rose, nello specchio dell'acqua turbinante piano piano nella pentola, sistemato sopra i carboni accesi alle 4 di mattina, tutto va bene baby, mi manchi, &lt;em&gt;i love you&lt;/em&gt;.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nei ventagli dei polsi le notti maledette dentro un groviglio di lenzuola bianche che non erano l'abito da sposa, non erano domani, non erano l'ombra del compagno. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Così nei secoli, fu così che disimparò l'amore. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/salvate_il_soldato/5418357" title="salvate il soldato ..."&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/357/5418357_56a03f0287_m.jpg" alt="salvate il soldato ..."&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Accadde in questo modo, che perdendolo di volta in volta non ce la fece più ad aprire le braccia abbastanza per essere colonna dove si aggrappa il rampicante. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Le memorie dei figli disseccarono in lei e nessuno bevve alla fonte. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nei secoli, con l'assenza soporosa di fretta che hanno le squadrature di marmo, i profili lievi delle rocce, si spense l'abitudine dei riccioli, cadde il pettine in obliquo in notti senza fondo e privi di orologi a salvarla.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/noi_credevamo/5418354" title="noi credevamo"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/354/5418354_431cc3b303_m.jpg" alt="noi credevamo"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;I fogli scarmigliati di lettere dal fronte, persi per sempre nelle discariche.&lt;br&gt;
Un'altra volta lo uccisero i soldati mentre correva con i compagni a rifugiarsi nelle grotte.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Incontrò malgrado tutto, vita dopo vita, il suo viso gentile dentro il metrò, in un negozio di stoffe in Piazza di Spagna, o al bordo di una campagna squadrata da Picasso. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nel fodero di un grido trattenuto.&lt;br&gt;
&lt;em&gt;La vita è schianto.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Non mi lasciare di nuovo, ti prego, sussurrò finalmente, la guancia di lana, gli occhi smerigliati e aperti. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Conoscevo tutto di lui.&lt;br&gt;
Ancora, lo conosco.&lt;/p&gt;
	




	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=3--1Kw2UHDQ"&gt;Il video&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2011/03/13/di-vita-in-vita-l-amore-10816332/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>gatto</category><category>amore</category><category>vite-precedenti</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2011/03/13/di-vita-in-vita-l-amore-10816332/#comments</comments></item><item><title>Mia madre e'uno scrigno</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2011/01/11/mia-madre-e-uno-scrigno-10349217/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2011-01-11:/2011/01/11/mia-madre-e-uno-scrigno-10349217/</guid><pubDate>Tue, 11 Jan 2011 23:19:28 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/rosa/5268303" title="rosa"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/303/5268303_bd062157a7_m.bmp" alt="rosa"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Sabato scorso Iones mi ha regalato una piccola scatola di latta, stampa retrò.&lt;br&gt;
Una scatola di latta regna sull'ultima pagina di spuma trasmessa a Luisa, la cui copia accovacciata tra scatole sorelle mi attendeva in una stanza in penombra del Museo Guatelli due anni fa per riportarmi al futuro.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mi attirano soltanto i segreti.&lt;br&gt;
Se mi trovo esposta al sole da troppo tempo mi faccio ombra con un grande cappello o almeno, con le due mani sopra le tempie mi faccio uno schermo e ricreo speziature di grigi.&lt;br&gt;
Voluttà.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Faccio bollire l'acqua per sovvertire il movimento.&lt;br&gt;
Anticipo la caduta a picco di un fiume dal proprio delta a un oceano nascosto, e in seguito, al sovrannaturale. Del vapore. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Le persone sono scatole: divine, ombreggiate di velluto rosso all'interno che proteggono con un trasandato pout-pourri di lastra metallica; coprono la sabbia di antiche sconfitte con drappeggiamenti di senso, bardature di finta sapienza quasi commovente. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/oltre/5268304" title="oltre"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/304/5268304_5f2f9c7de3_m.jpg" alt="oltre"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mia madre è uno scrigno.&lt;br&gt;
Di fuori una stoffa ondulata d'altri tempi che si mantiene incredibilmente attuale, trascende dalla sua età.&lt;br&gt;
Ton sur ton, screziature di beige, tortora e cammello.&lt;br&gt;
Orlature d'argento opaco, discreto. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Una sagoma leggiadra, che starebbe bene posata su uno scrittoio dei primi del Novecento, accanto ai propri libri preferiti, sfogliati spesso, interrogati aprendo una pagina a caso con quella grande fiducia che si riserva a pochissimi umani.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/paris_paris/5268305" title="paris, paris"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/305/5268305_55f24940ba_m.jpg" alt="paris, paris"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ha superato i settanta, mia madre, passando la maggior parte del tempo a occuparsi di altri e non di se stessa.&lt;br&gt;
Quei pochi momenti di libertà anarchica, da puledra selvatica vissuti a vent'anni sono rimasti incastonati e distanziati, appesi ad un muro invisibile che a volte guardiamo insieme; dalla sua libertà di figlia minore mandata a comprare venti volte al giorno il carbone, il latte fresco, lo zucchero si è allontanata presto per una scelta precisa, per fondare un regno favorevole per il suo obbiettivo primario: crescere figli; e per accontentare con nonchalance molte fantasie di possesso dei suoi familiari - le fate come lei attirano spine, attirano cancellate.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mia madre è uno scrigno.&lt;br&gt;
Dietro quintali di giorni-griglie di mansioni domestiche, stirare, fare da mangiare, rassettare, organizzare il menàge, non sa neppure di sottrarre alla vista con pudore e signorilità il tulle ripiegato di una frivolezza di pregio che per chi se ne intende si chiama femminilità profonda; mia madre è una donna che mantiene l'interesse per ogni paesaggio, per viaggi che non si è permessa di compiere, per tutti i libri, per tutte le storie. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/madri_e_figlie/5268312" title="madri e figlie"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/312/5268312_d02ee4d2df_m.jpg" alt="madri e figlie"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La sviscerata passione di parlare con lo sconosciuto che si incontra per strada, o durante l'attesa di un medico. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il piacere di godersi ogni istante di una passeggiata fra ciuffi d'erba e alberi smagriti e vivi dentro la corteccia che aspettano tempi migliori. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mia madre è uno scrigno. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Lo scrigno è una barca con un fondo di vetro trasparente, che naviga su fondali di luce.&lt;/p&gt;
	




&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2011/01/11/mia-madre-e-uno-scrigno-10349217/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>mia-madre</category><category>mamma</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2011/01/11/mia-madre-e-uno-scrigno-10349217/#comments</comments></item><item><title>Il mare e la terra. Breve frammento scritto per Roberto, 10 anni</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/12/25/il-mare-e-la-terra-breve-frammento-scritto-per-roberto-10-anni-10254016/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-12-25:/2010/12/25/il-mare-e-la-terra-breve-frammento-scritto-per-roberto-10-anni-10254016/</guid><pubDate>Sat, 25 Dec 2010 22:26:31 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Questa è la prima breve narrazione scritta per Roberto, 10 anni.&lt;br&gt;
Roberto è un bambino intelligente e molto sensibile ma ha alcune stanze della comunicazione chiuse, o socchiuse. Con questi frammenti di storie si spera di aprire delle finestre, delle porte e di aiutarlo a farlo uscire fuori,a respirare aria fresca.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il mare e la terra&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/notitle/5228801" title=""&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/801/5228801_94ea7791c7_m.jpg" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Dalla finestra grande, dalle tende arancioni, si vedeva il mare.&lt;br&gt;
Il capitano guardava, sospirava, sperava.&lt;br&gt;
Il suo bambino, seduto al tavolo, disegnava.&lt;br&gt;
Con una manina teneva fermo il foglio, con la destra tracciava un sole rosso.&lt;br&gt;
Rosso come le fragole.&lt;br&gt;
Rosso come il cuore di un uomo.&lt;br&gt;
Come un tramonto visto dalla Turchia.&lt;br&gt;
Gli occhi del bambino erano due laghi.&lt;br&gt;
Il suo naso, una collina.&lt;br&gt;
La bocca un pozzo dove si poteva intravedere l'acqua dei denti.&lt;br&gt;
Il suo petto era una vallata. Le gambe, due colonne di un palazzo molto antico.&lt;br&gt;
I suoi capelli ricci, un bosco.&lt;br&gt;
Il capitano sognava e sognava.&lt;br&gt;
Il suo bambino disegnava. Il gatto poltriva, la pendola della cucina scherzava con il suo tic, tac.&lt;br&gt;
Dentro la finestra il mare chiamava con voce chiara.&lt;br&gt;
Dentro la finestra l'orizzonte in fondo al mare era un paio di forbici.&lt;br&gt;
L'orologio a pendola tagliava in due le stanze della casa con il suo tic, tac.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/12/25/il-mare-e-la-terra-breve-frammento-scritto-per-roberto-10-anni-10254016/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>storie-per-roberto</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/12/25/il-mare-e-la-terra-breve-frammento-scritto-per-roberto-10-anni-10254016/#comments</comments></item><item><title>La biblioteca dei bambini</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/12/23/la-biblioteca-dei-bambini-10245269/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-12-23:/2010/12/23/la-biblioteca-dei-bambini-10245269/</guid><pubDate>Thu, 23 Dec 2010 19:35:02 +0100</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/pop_up/5224711" title="pop up"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/711/5224711_066f48ebd8_m.jpg" alt="pop up"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;In questi giorni con i risvolti spiegazzati, disordinati, impegnati fino all'altezza del cuore, i bambini nella biblioteca spadroneggiano.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Dalla porta a vetri, entrando a passetti indecisi, o distratti, o imperiosi come cavalieri di Malta &lt;em&gt;loro&lt;/em&gt; trovano ogni giorno alle due postazioni di fronte due gatti di Alice, con il sorriso e tutto.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mentre vado a cercare&lt;em&gt; Il cavaliere inesistente&lt;/em&gt; nella sezione piccoli, di fronte all'archivio incrocio due ragazzini indiani, pensosissimi, che cercano il libro preferito nelle edizioni Salani.&lt;br&gt;
Uno è mezzo inginocchiato, con le braccia distese davanti a sè come un monaco in preghiera. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/les_yeux/5224715" title="les yeux"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/715/5224715_b7e90777bf_m.jpg" alt="les yeux"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Sfilo fra i volumi finiti nell'angolo più polveroso e buio della sala di libri per ragazzi un &lt;em&gt;Incompreso&lt;/em&gt;, stessa taglia e stessa copia di quello letto settantavoltesette da bambina.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Provo a immaginare cosa faceva scoppiare dietro la mia fronte il disegno in copertina del bambino rifiutato dall'amore del padre. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;I genitori credono di acquistare per i figli libri inoffensivi ma nel nido delle pagine alloggiano ammonimenti severi, e le indicazioni per il destino profetico di ragazze con la coda, che imparano la vita prima di percorrerla, con la schiena curva sulle copertine rigide.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Chiara, di undici anni, è una lettrice autentica e clandestina, con grandi passioni.&lt;br&gt;
Le chiedo ad un tratto quale sia il libro che preferisce fra tutti, e lei mi indica esitante e franca &lt;em&gt;Matilde &lt;/em&gt;di Dahl.&lt;br&gt;
Naturale, io ritengo, che si sia specchiata dentro gli occhi incandescenti di M.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mentre parla non trattiene un guizzo nella bocca.&lt;br&gt;
Forse, si rende conto di essere stata avvistata e riconosciuta da una Sorella.&lt;/p&gt;
	




&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/12/23/la-biblioteca-dei-bambini-10245269/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>libri</category><category>biblioteca</category><category>bambini</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/12/23/la-biblioteca-dei-bambini-10245269/#comments</comments></item><item><title>Senza storie di Luisa Ruggio. Un Riconoscimento speciale nell'ambito del Premio Vittorio Bodini 2010</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/09/06/senza-storie-di-luisa-ruggio-9322392/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-09-06:/2010/09/06/senza-storie-di-luisa-ruggio-9322392/</guid><pubDate>Mon, 06 Sep 2010 17:37:39 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/lou/4947788" title="Lou"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/788/4947788_ee2afadcad_m.jpg" alt="Lou"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Deve essere successo ai piu' meritevoli almeno una volta. Una condizione vigile, un abbandono totale, insieme, tali da far riaffiorare tutti i frammenti della vita, come una calamita prendersi, orco, anche tutte le altre, precedenti, adiacenti e successive. Un buco nero. Un buco bianco. Galassia. Inferno. Paradiso. La fragile onnipotenza. La decadenza. La fierezza. &lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(&lt;strong&gt;Luisa Ruggio&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Sperma&lt;/em&gt;, dal suo blog &lt;a href="http://astrolabioquaderni.blogs.it/2010/03/12/sperma-caos-e-scrittura-venerdi-12-marzo-8162640/"&gt;Astrolabio-Quaderni&lt;/a&gt;. Scritture di scarto giornaliero)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Oggi si chiede qualcosa di assai diverso, meno improntato all'obbedienza diretta: si chiedono semplificazioni. Si chiede di ignorare la complessità vivente delle cose. Si chiede di semplificare o di lasciarsi semplificare in modo da collocarsi liberamente di qua o di là, nelle caselle predisposte. Il potere è appunto, come avrebbe detto Foucault, un insieme di relazioni e di procedure entro cui viene a restringersi il campo di selezione degli individui, e che agisce sia a livello delle azioni sia a livello cognitivo. &lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(&lt;strong&gt;Carla Benedetti&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Il tradimento dei critici&lt;/em&gt;, Bollati Boringhieri, Torino, 2003)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/boschivo/4947928" title="boschivo"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/928/4947928_30bb7677b7_s.jpg" alt="boschivo"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il terzo libro di Luisa Ruggio, la raccolta di racconti &lt;em&gt;Senza storie &lt;/em&gt;(Besa editrice, 2009) ha meritato ieri un Riconoscimento speciale nell'ambito del &lt;a href="http://lucianopagano.wordpress.com/2010/09/03/premio-bodini-edizione-2010-sabato-4-e-domenica-5-settembre-2010-a-cocumola-le/"&gt;Premio Vittorio Bodini.  &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Sulla scena dei romanzi italiani contemporanei,  dentro i manufatti stampati a spron battuto nelle ultime decine d'anni  mancano spesso  il respiro del lavoro serrato sulla pagina e l'ombra fertile di un  laboratorio costante, artigianale; mentre si insinua sempre di più nella società dei lettori, degli autori e dei critici la persuasione che seguire genericamente 'l'ispirazione' e possedere scarni strumenti tecnici possa bastare a comporre un racconto valido,  a strutturare un romanzo di valore. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Luisa Ruggio è una scrittrice, grazie a Dio, con un proprio raffinato laboratorio di scrittura; e il suo stile non assomiglia a quello di nessun altro.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Se i circuiti editoriali deludono, e i premi letterari, anche quelli prestigiosi, arrivano oggi a celebrare  libri di levatura mediocre, ecco invece la risposta di un autore che crede con fermezza che la Scrittura significhi operare nel travaglio delle ottime letture. Una scrittrice che coltiva con pazienza la maturazione del proprio linguaggio originale.&lt;br&gt;
Che ha dei potenti contenuti da esprimere. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La scrittura di Luisa Ruggio ha un respiro europeo: questo cavallo di razza correrà lontano.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Certe atmosfere delle pagine di &lt;em&gt;Senza storie &lt;/em&gt; ricordano gli spazi essenziali, nitidi, intelligenti di narrazioni pirandelliane, i paesaggi aspri e aciduli di certe prove del Verga. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Eppure questi racconti si nutrono del presente, di cinema, di teatro, di arte contemporanea. E dell'universo del web, a cui la gestazione di queste storie è legata.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;L' esperienza della scrittrice nel suo blog &lt;a href="http://luisaruggio.blogs.it"&gt;Dentro Luisa&lt;/a&gt;: quello che per molti risulta ancora un &lt;em&gt;non luogo&lt;/em&gt;, uno spazio dove rischiare di smarrire il senso, per Luisa è stato un crocevia che lei è stata capace di addensare  di significato e valore, convertendolo-  in condivisione con altri blogger -  in un originale, pregiato remake degli estinti caffè letterari.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nella lingua utilizzata con duttilità dall'autrice troviamo termini quasi in disuso&lt;br&gt;
&lt;em&gt;agitò i piedi nell'aria e vuotò l'ambascia&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
( Allunaggio di un uomo qualunque)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;ed inserti del linguaggio comune:&lt;br&gt;
- &lt;em&gt;Dov'eri quando Kurt Cobain si è sparato?(&lt;/em&gt;Lithium)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/oltre/4947816" title="oltre"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/816/4947816_2e40b5b310_m.jpg" alt="oltre"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Se occorre, l'autrice inserisce nel testo alcuni tratti distintivi del parlato regionale o locale, senza mai scivolare nel mimetismo dialettale.&lt;br&gt;
La resa fonetica è infatti marcata dalla differenziazione del font con il corsivo (con effetti anche fortemente spiazzanti e comici).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;- Spinelli! &lt;em&gt;Ah ma si' ttu Spinelli&lt;/em&gt;!E lo potevi dire prima!&lt;em&gt;Gnerno',&lt;/em&gt; &lt;em&gt;chill'scurnacchiat &lt;/em&gt;di mio figlio &lt;em&gt;nun ci sta&lt;/em&gt;, possiamo parlare noi due &lt;em&gt;indisturbando&lt;/em&gt;!&lt;br&gt;
(Le ricordanze)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Un rapporto entusiasmante con certi episodi dell'esistenza che dai più sono stati da tempo frettolosamente imbaulati in soffitta, come il gesto della pera data dalla nonna alla bambina che batte le mani per la gioia; la semplicità dei giochi dei bambini;&lt;br&gt;
Luisa Ruggio traccia davanti a noi la sua visione del mondo senza neppure passare da uno dei luoghi comuni della narrazione meridionale tipica,&lt;br&gt;
come ha colto Felice Blasi nella sua e acuta recensione:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;(...)Ma perche', ci chiediamo, la narrazione delle psicologie femminili deve essere sempre interpretata come una letteratura della fisicita'? Questi racconti, al contrario, seguono un'idea piu' generale, quella della pienezza del mondo, rinominando il quale ci si sente salvi ancora una volta: come "quando noi sapevamo ancora leggere: gli alberi, i rigagnoli, la mollica di pane, i passaggi segreti dei ragni di campagna leggeri tra le stoppie - grossi, come le spille che la merciaia si appuntava sugli involti di lana, rintanata nella bottega dei nastri - le facce salmastre della luna".&lt;br&gt;
Dovevamo imparare a scrivere per dare nomi al mondo, come fa l'io-bambina dell'autrice: eppure qualcosa, forse una capacita' di leggere il mondo, e' andato perduto. L'infanzia e il ricordo sono una via per ritrovare un rapporto con la realta', le persone ed i luoghi non mediato e non tradito dal consueto immaginario meridionale &lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(Felice Blasi, Corriere del Mezzogiorno, sabato 13.03.2010)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/desco/4947888" title="desco"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/888/4947888_587a2cea39_m.jpg" alt="desco"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Lo stile di Luisa. A tratti, arriva un sapore stilistico sudamericano:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Dunque è qui che sale il sangue degli uomini, dove hanno fine tutte le risse, e le donne hanno sguardi di animale fantastico, denso e stupefatto&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(Il bar degli appuntamenti mancati)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;A volte, traslitterazioni di senso, in cui gli oggetti si umanizzano;&lt;br&gt;
&lt;em&gt;L'anguria dissanguava il suo umore sul vassoio bianco e azzurro&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(Allunaggio di un uomo qualunque) &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;o dove, viceversa, il processo metamorfico riguarda gli esseri umani:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Un pianoforte che muore.&lt;br&gt;
In realtà fu mio nonno a morire. Il pianoforte fu - semplicemente- venduto da mio padre, fu fatto sparire, tornò in quel nulla dal quale era apparso &lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(Le due variazioni sul fatto)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La mitografia cinematografica è presente, e una teatralità non di superficie, se nei numerosi ritratti (Rirì, Vittoria, Melina, Maria, la cantante lirica, Davide, Carmela) presenti nell'opera l'autrice svela e sintetizza movimenti, parti di sinfonie nascoste, o visibili a pochi; ragiona dell'accordatura fra anima e corpo.&lt;br&gt;
Luisa seleziona il gesto Principale, che stigmatizza chi agisce; che non riduce mai a stereotipo, a macchietta il personaggio:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Allora faceva quel gesto. Teneva uno strofinaccio da cucina stretto in un pugno, contro lo sterno e, con l'altra mano, si assicurava la balaustra del balcone come se si trovasse improvvisamente sul parapetto di una nave&lt;/em&gt; (Le ricordanze)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Oppure: &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Aveva visto sua madre andarsene verso il bosco e posare la sua fronte contro i nodi di un tronco, agitare debolmente le corde dell'altalena ricavata da un pezzo di legno sbiancato dalle piogge&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(Allunaggio di un uomo qualunque)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Una sottile  e dignitosissima geremiade è presente in alcuni racconti.&lt;br&gt;
Si tratta, in fondo, di questo: le qualità sottili e speciali degli uomini sono pressochè invisibili. Con dignità si dice del mazzo di destini non raccolti da uno sguardo, da chi non ascolta, non è capace di andare a fondo di enigmi:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Che ne sanno i vicari indifferenti? Che gli frega se il mio canto ha radici nell'uomo?&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(Il bar degli appuntamenti mancati).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Si sottolinea, poi, per contrasto, quanta vita possa generare il riconoscimento di uno sguardo, capace di fare grandangolo su chi gli sta di fronte e quindi, di generare un destino:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;L'ascendente di Orson Welles su Rita Hayworth. L'ombra di un pianeta sull'altro. Una lenta calligrafia che fino a un certo momento ignoriamo,un codice che ci investe col suo potere. In definitiva non altro, fuorchè uno sguardo&lt;/em&gt; (Sedici noni in bianco e nero)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/trains/4947889" title="trains"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/889/4947889_14a6753ab2_m.jpg" alt="trains"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Lei all'improvviso sa che da qualche parte esiste qualcuno attraverso cui riuscirà un giorno a vedersi perfettamente, uscendo dalle acque di ogni pudore &lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(L'istante)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;A volte l'autrice fa intuire un possibile ampliamento dell'esperienza  di condivisione su piani diversi, che riguardano l'invisibile.&lt;br&gt;
Questi temi sono trattati con delicatezza sognante, accurata, nebbiosa:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Aveva una potente teoria riguardo la signora della villa in fondo al bosco, perché su un tappeto di pigne indigene di soavità si fermava a raccontarle la storia dei pinoli da arrostire che hanno sempre un'anima, chiara e sottile.&lt;br&gt;
Ne sbucciava uno parlava di cose al confine fra gli alberi e la natura umana.&lt;br&gt;
Sormontate dalle foglie se ne stavano lì, su quelle radici che emergevano come nativi nascosti dietro i fumi voluttuosi della terra, spandendosi in un istante di silenzio&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(Tra gli alberi)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/lou/4947819" title="lou"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/819/4947819_b81aa14392_m.jpg" alt="lou"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;em&gt;Luisa Ruggio&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ne &lt;em&gt;La collana blu&lt;/em&gt;, la tela narrativa approntata è lasciata andare verso l'indefinito, aperta a spiragli di incommensurabile; eppure si parte da elementi terreni, si affondano  parole e denti nell'erba, nelle pietre. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Le parole di Luisa, insomma, riescono a reggere l'irruenza del fiabesco.&lt;br&gt;
Così accade nel bellissimo &lt;em&gt;La volpe&lt;/em&gt;, dove l'esperienza delle prime mestruazioni di una ragazzina è catalizzatore di avvenimenti di sapore quasi leggendario:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;E lei uscì. Dal fondo del buio.&lt;br&gt;
Aveva morbidi occhi gialli, densa aggiunta improvvisa di note violino.&lt;br&gt;
Qualcosa che ti fa sentire bene da che parte è rivolta la lama del coltello.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il riversarsi della mitologia nel quotidiano. La sapienza quasi scomparsa, oggi, del riuscire a dilatare le esperienze, la confidenza quasi dimenticata, ormai (e comunque non più tramandata da generazione a generazione) con l'elemento poetico- magico radicato saldamente agli oggetti, alle cose, ai paesaggi, ai corpi; l'indiviso, l'assenza di fratture interne, delle nevrosi che fanno perdere tempo prezioso, che scartano la bellezza. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E'il mondo che conosce Medea prima di incontrare Giasone.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Le metafore usate a volte per descrivere un paesaggio, o per enunciare ampi significati (dove comunque non resta mai traccia di un gesto asettico o arcigno di giudizio sulle cose del mondo), possiedono delle svolte lessicali e aggettivazioni inusuali, dipingono la visione con assertività, non l'abbozzano; l'indefinito. come scrivevamo, è lasciato a un livello narrativo più alto, alla struttura, all'intreccio:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;A volte la vita sembra solo la necessità di compiere qualcosa, qualunque cosa, in un tempo minore di quello consentito &lt;/em&gt;(Ma nuit chez Roché)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Oppure:&lt;br&gt;
&lt;em&gt;Capita che, cogliendola nell'atto di intenerirsi, alcuni le dicano:&lt;br&gt;
-	Così non farai mai i soldi!&lt;br&gt;
-	Lei commenta: tutto quanto c'è di meraviglioso in Shakespeare svanisce appena taluni aprono bocca!&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(Fatti proprio così)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/avi/4947890" title="avi"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/890/4947890_36e4e0411c_m.jpg" alt="avi"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E ancora: la sintesi di cui è capace la scrittrice stupisce, rompe il respiro del lettore, crea un'aritmia cardiaca nel racconto; è un fioretto puntato al petto del lettore, all'altezza dello sterno.&lt;br&gt;
Una frase rapidissima, che descrive in un lampo un personaggio e un mondo:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Le fibbie fermate da bottoncini, tacchi che avevano dato un suono al secolo.&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(Le ricordanze) &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Oppure; essenziale, assoluto:&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Oltre quell'albero finiva il mondo. E cominciava il grano.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/09/06/senza-storie-di-luisa-ruggio-9322392/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>senzastorie</category><category>scrittori</category><category>recensione</category><category>premio-bodini</category><category>libri</category><category>romanzo</category><category>luisaruggio</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/09/06/senza-storie-di-luisa-ruggio-9322392/#comments</comments></item><item><title>Le storie, i diamanti, il coraggio, il fato, l'amore</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/29/le-storie-i-diamanti-il-coraggio-il-fato-l-amore-9273094/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-08-29:/2010/08/29/le-storie-i-diamanti-il-coraggio-il-fato-l-amore-9273094/</guid><pubDate>Sun, 29 Aug 2010 20:09:05 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/albero_della_vita/4926421" title="albero della vita"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/421/4926421_ff4515bb24_m.jpg" alt="albero della vita"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Le storie hanno segnato il mondo di narrazioni d'ambra in lungo e largo, destra, sinistra,  svolta, a lato; una scorza, un grembo, una guancia di latitudini e longitudini farneticanti.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Le città principali sono sezionate a fette dalle storie; le fette dell'arancia grattugiata da un bambino che gioca con il suo coltellino appuntito. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Le storie avanzano. Da millenni si arrotolano lungo i binari, sulle pietre dei muri tirati su a secco, passano sopra e dentro i fossi, accanto ai tavolini dei caffè.&lt;br&gt;
Ci sono grossi gomitoli di spago di intrecci presso le stazioni. Rasentano le lapidi dei cimiteri, le uscite delle scuole, le fermate del metrò.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Dopo avere inondato le strade come fiumiciattoli  di fango allegro, di quel tipo dove sguazzano i ragazzini con gli stivali da pescatore rubati al nonno; o alla zia brontolona ma buona; dopo aver occupato le città, le piane, i monti, navigato per i mari con la noncuranza di chi non ammette poteri contrastanti hanno rimodellato il mondo.&lt;br&gt;
L'hanno fatto e rifatto daccapo, e molte volte. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/alba_notte/4926422" title="alba notte"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/422/4926422_d7868b6878_m.jpg" alt="alba notte"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Una storia felice attrasse come un piacere una ragazza verso una piccola città dell'Olanda.  Lei arrivò alla piccola stazione prima del tramonto, verso le sette, con una valigia di cuoio rosso e un cappello di paglia blu.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Io conosco  due coniugi di mezza età che dopo avere ascoltato una narrazione ben riuscita traslocarono all'estero senza dire niente a nessuno per non cambiare idea, per non seguire i cattivi consigli di qualcuno ben intenzionato a fermare le decisioni importanti degli altri, non essendo capace di produrne nemmeno una in tutta la sua vita.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/elsita_elsa_mora2/4926373" title="elsita elsa mora2"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/373/4926373_1723e22417_m.jpg" alt="elsita elsa mora2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Qualcuno morì precocemente per adoperare una storia fragrante come una sirena, e non è stato ancora rintracciato il corpo di un aviatore che inseguiva la sua narrazione; e per avere scribacchiato poche frasi su un quaderno quell'uomo sconquassò milioni di coscienze per i decenni a venire.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Cinque ragazzi partirono molto presto, un giorno, dopo essersi prestato a vicenda un libro pescato dal più sveglio di loro sul piano inclinato di una bancarella, in una sera d'estate molto calda, alla fiera di un piccolo paese. Avevano preso una decisione.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Le storie solcano il terreno, le lamiere, le tettoie e poi cambiano l'ordine dei palazzi e quello dei filari dei vigneti.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/racconti/4926424" title="racconti"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/424/4926424_e62f04c5c1_m.jpg" alt="racconti"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Un uomo alto e robusto sa raccontare le storie in modo meraviglioso, ma non devi chiedergli  mai con fare aperto di narrare,  né pregarlo di farlo; deve capitare così, quando non se ne sta accorgendo, e la penombra della sera ripara meglio la sua casa nascosta fra i tetti.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Lui vive in una grande città da trent'anni ma non la ama, esce ogni giorno da casa per fare la spesa, per comprare il giornale e appena sale le scale per tornare allo scrittoio la dimentica, sognando altre praterie, altri suoni, altri odori. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Quando comincia a snocciolare le storie allora è fatta, non si ferma fino all'ultima parola necessaria, come se  stesse restaurando una pala d'altare in una canonica, in un piccolo villaggio di montagna, dando le ultime pennellate prima che la luce giusta scompaia dietro le cime.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Un ragazzo mi raccontò due anni fa la storia del modo esatto in cui morì suo padre  dieci anni prima con una squadratura così perfetta di quella pietra che da quel giorno diventò un altro ragazzo, il ragazzo che sa raccontare molto bene le storie.&lt;br&gt;
Lui non saprà mai che per me  da quella sera è cambiato il suo volto, la sua postura, il suo sguardo, che ora avrà  per sempre per me, un altro senso il foulard che indossa sempre sulla camicia con il colletto alzato, quasi a proteggersi dai colpi bruschi di quella nave insicura e orgogliosa che è la sua vita. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/amicizia/4926374" title="amicizia"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/374/4926374_588549f545_m.jpg" alt="amicizia"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Conosco una ragazza che cavalca le storie con la sicurezza della più prestigiosa ballerina di un grande circo di provincia mentre si alza con tutti e due i piedini perfetti gridando &lt;em&gt;Yeahieeeeè&lt;/em&gt;  sulla sella verniciata d'oro e d'argento del cavallino più capriccioso della regione e fedele a lei soltanto. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Lei scrive le storie con inchiostro blu con una penna d'oro che gli è stata tramandata  dai suoi  padri.&lt;br&gt;
Oltre a schizzare  molte storie ogni giorno su pergamena,  la ragazza che conosco crea storie con tutto quello che incontra, mischia una caraffa dipinta con fiori gialli con un cartoccio di dolci appena sfornati, sa unire il luccichio degli occhi del panettiere con il rosa intenso della mattina presto, l'andrivieni del neon della sala di ballo con lo scialle di una donna anziana che la partorì molto tempo prima senza saperlo, e non era neppure la sua vera madre. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E a un  comando di quella ragazza gli umani si svegliano di scatto da un torpore che è la tragica malattia nuova di zecca dell'ultimo secolo trascorso e del principio di questo, soprattutto degli abitanti delle nazioni più ricche e potenti, una specie di ritorsione del fato, e quegli umani, lo garantisco,  a un suo cenno ritornano vivi a scappare a comprare rose, invitare qualcuno a ballare un tango, piantare nel giardino un sempreverde e cose così.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/pater/4926443" title="pater"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/443/4926443_361fe99e36_m.jpg" alt="pater"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Io conosco un ragazzo bello come una statua micenea che perse l'uso delle gambe una sera d'estate, un'estate bollente, tanto che la  clessidra che gli aveva sempre portato fortuna quel giorno si era congelata per l'afa,  quando si svegliò all'ospedale si accorse di essere diventato un eroe, l'eroe dei giorni in cui si ama l'esistenza malgrado tutto, con la noncuranza regale con cui Greta Garbo chiudeva la porta dietro la sua schiena perfetta.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E lui scrive storie continuamente con l'inchiostro del suo coraggio.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ci sono molti segreti sulla terra. I segreti sono gli avi di un certo tipo di storie, i segreti sono grumi di farina di grano duro in cui le storie si sono arrestate dopo incantesimi o malie,  o per qualche interdizione spaventosa,  o per una catena di sciagure, o per la distrazione di qualcuno, qualche volta cadono per terra e si frantumano, o vengono dimenticati, oppure restano a dormire dentro carte  che si ammuffiscono senza dirlo a nessuno fino a cascare dentro mani che le aprono e alla prima lettura liberano il fumo grigio che castigava il destino di uno, due, tre, cento persone. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/amicizia/4926444" title="amicizia"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/444/4926444_588549f545_m.jpg" alt="amicizia"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ho saputo da qualcuno che si intendeva di ogni cosa tranne che di riparare certe trafitture che c'erano nel suo costato che dentro una famiglia di stirpe vecchia con molti dolori accatastati dentro le tombe di famiglia ma anche fra i sopravvissuti, l'ultimo membro può essere chiamato con un nuovo nome, &lt;em&gt;Liberafratelli&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;e se porta con la fronte alta un fuoco alto come una torre fra le mani, e incede con grazia e non si arresta sentendo le voci nere del passato può liberare se stesso e i familiari che l'hanno preceduto dalle lacrime che si trasformano in una festa per tutti, con tanto di invitati e di palloncini e trombe suonate senza una ragione, tanto per stare insieme, tutti insieme ad avvalorare il principio di felicità, che è una parola così pesante da diventare leggerissima dopo un comando mentale e dopo avere sussurrato una parola magica, sputato tre volte per terra, fatto gli scongiuri sempre per tre volte o in multipli di tre e poi via, a fingere di pescare rane nel canale in realtà per sentirne l'odore e il gracidare lieto che sa di voglia di cantare &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;e non riuscirci in prima battuta, per poi risuscitare un paio di acuti da fare stellare gli occhi di chi ascolta sdraiato nel prato e non si stanca di perdere tempo a battere il piede su un sasso, giocherellare con un fiore spezzato, affondare le mani nel trifoglio, e cose così.&lt;/p&gt;
	




	&lt;p&gt; &lt;a href="http://www.it.paperblog.com/" rel="paperblog patriziacaffiero" title="Paperblog : le migliori informazioni in diretta dai blog"&gt;&lt;br&gt;
  &lt;img src="http://m2.paperblog.com/assets/images/logos/minilogo.png" border="0" alt="Paperblog : le migliori informazioni in diretta dai blog"&gt;&lt;br&gt;
 &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/29/le-storie-i-diamanti-il-coraggio-il-fato-l-amore-9273094/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>storie</category><category>amore</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/29/le-storie-i-diamanti-il-coraggio-il-fato-l-amore-9273094/#comments</comments></item><item><title>Cercasi tribù</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/23/cercasi-tribu-9228508/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-08-23:/2010/08/23/cercasi-tribu-9228508/</guid><pubDate>Mon, 23 Aug 2010 17:09:30 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/janebirkin/4910332" title="janebirkin"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/332/4910332_f795ba11a3_m.png" alt="janebirkin"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Lia ha bisogno della sua tribù per cercare l'oro&lt;br&gt;
ha bisogno della Compagnia dell'Anello per stare compiutamente sola&lt;br&gt;
necessita di voci anarchiche per tessere una  forte tela personale.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Le vecchie comunità si sono spezzate, ma non si è spezzato il bisogno&lt;br&gt;
di costruire insieme ai fratelli castelli erranti e meravigliosi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Pepite di dialetto greco&lt;br&gt;
il  rosso, l'oro, il blumarino&lt;br&gt;
pietre bianche e grigie, bandiere piantate su paesaggi di cactus:&lt;br&gt;
Lia è stanca delle cento porte sbattute sulla sua faccia onesta&lt;br&gt;
di essere seppellita in cantina per la sua forza di lava&lt;br&gt;
e' sfiancata da piccoli uomini in giacca scura umidi di grettezza&lt;br&gt;
ora vuole danzare a piedi nudi all'ombra di tamburi sacri&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/affinit2/4910331" title="affinità"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/331/4910331_daf0fa81d0_m.jpg" alt="affinità"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Tutti indipendenti, tutti puri, ma legati dal vincolo della musica&lt;br&gt;
questo è il disegno che si sta formando &lt;/p&gt;
	




	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=6NU3dIdqIBw&amp;feature=search"&gt;Il video&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/23/cercasi-tribu-9228508/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>viviana</category><category>francesco</category><category>marco</category><category>dario</category><category>maurizio</category><category>davide</category><category>luisaruggio</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/23/cercasi-tribu-9228508/#comments</comments></item><item><title>Le punte del Sud (seconda)</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/09/le-punte-del-sud-seconda-9152511/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-08-09:/2010/08/09/le-punte-del-sud-seconda-9152511/</guid><pubDate>Mon, 09 Aug 2010 15:58:15 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/alice/4873059" title="alice"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/059/4873059_f1f5cd0da8_m.jpg" alt="alice"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ai sogni non si accreditano grandi poteri taumaturgici e creativi, sono considerati come stati deboli sotto protettorato, trattati come bambini ignari. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Invece. Ho sentito versi strazianti declamati da un sogno; ho provato certe filature inedite di colore;&lt;br&gt;
e stanotte la sua mano sinistra era completamente aperta sulla mia schiena nuda, come la mano di Véronique sopra il parabrezza nel finale del film autobiografico di Kieslowski, che scelse la provocazione del cuore, si proibì di invecchiare ad ogni costo.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ieri mattina con Luisa e Didi stazionavamo felici fra cabine abbandonate verniciate con colori greci; il set di Betty Blue vent'anni dopo. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La salumeria del villaggio era una vecchia stanza piena di scaffali consunti dal sale marino.&lt;br&gt;
Quattro signori sedevano a chiacchierare in fondo distesi sulle sedie, come se si fosse al bar.&lt;br&gt;
Mare setoso e turbolento, indaco scuro.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/eumenidi/4873060" title="Eumenidi"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/060/4873060_12c1f50080_m.png" alt="Eumenidi"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Un cane tristissimo disegnava l'angolo della piazza minuscola.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Una chiesa moderna tagliava in due la strada, con le sue misteriose inferriate di anodizzato, le sue banalità di prospetti con geometria irrispettosa del paesaggio brullo, sghembo, arido, di una bellezza superiore, arricciata, sospesa, gettata di dadi di masserie, piccole casette di mattoni tirati su a secco. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Superiore, che non invita a prenderla o a guardarla, chiusa in sé, nelle sue incavature.&lt;br&gt;
Faccia molta attenzione chi crede di possederla.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Stamattina si è annunciato con il Vento.&lt;br&gt;
Il numero del biglietto di ritorno è il più sinistro delle ghematrie.&lt;br&gt;
Aria di morte, insomma.&lt;br&gt;
Che si può sfruttare come il vento migliore per fare agire la vela già puntata verso Nord.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/betty_blue/4873064" title="betty blue"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/064/4873064_75b352faf8_m.jpg" alt="betty blue"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E' venuto in sogno, quindi, con la sua bellezza indifesa e inutile.&lt;br&gt;
Forse, si sente solo.&lt;br&gt;
Forse, sta guardando il mare.&lt;/p&gt;
	




&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/09/le-punte-del-sud-seconda-9152511/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>amore-perduto</category><category>salento</category><category>luisaruggio</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/09/le-punte-del-sud-seconda-9152511/#comments</comments></item><item><title>Le punte del Sud (prima)</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/03/le-punte-del-sud-prima-9095295/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-08-03:/2010/08/03/le-punte-del-sud-prima-9095295/</guid><pubDate>Tue, 03 Aug 2010 02:55:49 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/angel/4855424" title="angel"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/424/4855424_f816520725_m.jpg" alt="angel"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Questa pesca nel sud, azione militante della nostalgia&lt;br&gt;
lutti non digeriti&lt;br&gt;
lapidi come libri non pubblicati&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;telefonata al figlio di Lei per farsi consegnare la mappatura di un cimitero dove giace&lt;br&gt;
portare un fiore rosso fuoco alle sue ossa &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;chiamare la casa passare con l'automobile in inversione&lt;br&gt;
finestra silente immaginetta sovrapposta di un saluto con dita d'amore rimesso lontano nel tempo&lt;br&gt;
potrebbe essere stato 3000 anni fa o domani&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Donna con caschetto biondo platino di una settantina d'anni: lei però a novanta si muoveva più spedita&lt;br&gt;
con voce d'arcangelo adolescente al telefono&lt;br&gt;
soprano liricoleggero&lt;br&gt;
nontiscordardime e comestai&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/ulisse/4855439" title="ulisse"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/439/4855439_974197dda3_m.jpg" alt="ulisse"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ogni mese a partire dal 1996, dopo la diaspora&lt;br&gt;
quella volta delle roselline su ceramica bianca&lt;br&gt;
chiacchiere condivise, pettegole che si divertono di nulla&lt;br&gt;
Lei giovane fino alla morte avvenuta per invecchiamento&lt;br&gt;
il cuore non ce la faceva più, ne aveva sentite tante&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mia madre - sempre oggi - che chiede di passare sotto la casa, un'altra&lt;br&gt;
e dice: non mi fa né caldo né freddo.&lt;br&gt;
Mi racconta per la prima volta la storia&lt;br&gt;
della ragazza morta lo stesso giorno che prese possesso della villa del nonno&lt;br&gt;
ingiustamente svenduta dalla vedova, la sua seconda moglie&lt;br&gt;
arraffaeredità&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Che una volta, in sogno, divenuta più saggia nell'aldilà, mi protesse dalle disgrazie del vento&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Curò la figliastra come fosse sua e odiò tanti con pazienza, dava e toglieva con le sue unghie d'argento.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il fatto è che lei, a quindici anni, teneva un coltello sotto il cuscino&lt;br&gt;
poteva capitare il padre, una notte&lt;br&gt;
meglio tenersi pronte.&lt;/p&gt;
	




	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=4OT4HgvGb4g"&gt;Il video&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/03/le-punte-del-sud-prima-9095295/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>luciana</category><category>vanna-camassa</category><category>nonnatina</category><category>oran</category><category>villagenziana</category><category>famiglia</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/08/03/le-punte-del-sud-prima-9095295/#comments</comments></item><item><title>Ripost: Villa Genziana (la casa brucia). Annotazioni sull'infanzia</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/28/ripost-villa-genziana-la-casa-brucia-annotazioni-sull-infanzia-9062417/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-07-28:/2010/07/28/ripost-villa-genziana-la-casa-brucia-annotazioni-sull-infanzia-9062417/</guid><pubDate>Wed, 28 Jul 2010 20:07:03 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=693373"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/373/693373_05f9eb39ef_m.jpg" align="" alt="bimba" title="bimba" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Inquadratura docile. Finchè si è vivi si può- assillo- riavvolgere il nastro, zummare ossessivamente, ruotare la visuale su quel cancello. La pausa dello spartirsi, dorso di mano, il vago sudore al centro della fronte. Ripartire. Penetra a filettature nel terreno la lama del ferro per chiudere a fondo le croci verdi e preservare le figlie. Mio padre aggiustava nell'ozio quella coloritura da prato beffardo con pennellino, solerte estate canicolare. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Una madre ancor più figlia delle altre, le piccole donne del sacrificio, spazzava in eterno due cortili.&lt;br&gt;
L'albero delle albicocche tiepide e morbide dentro la mano dietro la siepe si ammalò insieme al suo signore, in autunno, discreta e sobria preparazione alla fine, non visto. Con dignita' e fierezza.&lt;br&gt;
E amore per gli altri superiore a quello che si ha per sè. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mentre la stirpe inaridiva, petalo dopo petalo.&lt;br&gt;
La villa sul mare.&lt;br&gt;
La donna bella, -sorriso inarrestabile- rivendeva alle onde la polvere dello scirocco,  rintracciata granello per granello, come si rincorrono per &lt;em&gt;stutarli&lt;/em&gt; i serpenti piccoli acquattati fra le chianche, robinia fragrante e gerani appuntiti come spilli.&lt;br&gt;
Le belle di notte. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;  &lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?  item_ID=693377"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/377/693377_ef4eff9dc5_m.jpg" align="" alt="porta" title="porta" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Intrusa, nascosta nella scia del suo silenzio, la bambina-trecce selvatiche-scruta l'uomo.  Gli zoccoli dell'indipendenza, provati e fatti risuonare bene, come campanelli in via Omero: e lei svolta verso la scogliera a strapiombo.&lt;br&gt;
Comicamente e tragicamente priva di parapetti per bambini avventati. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Bicicletta verde, guapperia, solitudine brusca come l'origano.&lt;br&gt;
I libri mietiture del grano sotto al letto e nelle lenzuola, aperti a dorso in su sul ventre fragile disteso nel sonno.&lt;br&gt;
Ignorare corsaro le zanzare festanti sulle papille e sulle orecchie.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;I passi tentennanti a provarsi il coraggio sulle scale, la notte. Sempre prove, anche nel bosco. Aquile sotterrate. Sulle fondamenta arcaiche di una casa lontanissima. Danzando sul castello annegato del tempo dei romani, sull'acqua- lastra fotografica. Mai ostile.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Tutto questo sogno infranto in questa bava di luglio. 2006. La casa brucia, scompare. Mai esistita. Stamattina incidevo queste immagini e altre ancora, dettagli trascurabili, trascurati? (finchè non perforano la gola all'altezza del cuore) attraversando una magnolia cresciuta accovacciata dentro un palazzo emiliano.&lt;br&gt;
O forse è il palazzo ad essere stato incastonato in lei, si e'rannicchiato intorno alla sua corona. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Per un attimo ho scordato quella lacerazione in bianco e nero. E' giusto bruciare tutte le fibre di un passato venoso. Si vorrebbe portare la sabbia nel tascapane, si vorrebbe appesantire il cammino.&lt;br&gt;
Solo nelle retrovie delle ciglia e nel composto magmatico della nuca, affidato a peripezie di diamante per conservare l'equilibrio, fare tutto il lavoro invisibile.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/srv/media/media_item.php?item_ID=1054134" title="donna"&gt;&lt;img src="http://data2.blog.de/media/134/1054134_d8fee121d8_m.jpg" alt="donna" vspace="5" hspace="5"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Perle di fiume, liete, oggi pomeriggio, per nulla soporifere. Impreviste. Formicolio di abissi inaffidabili e felici. Immaginare. Per chi non vuole, per certe maledizioni quiete e cristallizzate, farsi cingere da liane durature.&lt;br&gt;
Ma da momenti di calura, sì. Farfalle.&lt;br&gt;
Certe rocce, gridano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/28/ripost-villa-genziana-la-casa-brucia-annotazioni-sull-infanzia-9062417/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>oran</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/28/ripost-villa-genziana-la-casa-brucia-annotazioni-sull-infanzia-9062417/#comments</comments></item><item><title>Basta guardarsi e poi</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/24/basta-guardarsi-e-poi-9031348/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-07-24:/2010/07/24/basta-guardarsi-e-poi-9031348/</guid><pubDate>Sat, 24 Jul 2010 15:08:53 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/nascosti/4828157" title="nascosti"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/157/4828157_be1c4b5109_m.jpg" alt="nascosti"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/due/4828158" title="due"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/158/4828158_f1a7014711_m.jpg" alt="due"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/secretum/4828159" title="secretum"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/159/4828159_4486876794_s.jpg" alt="secretum"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Sono tutti nascosti. Siamo tutti dispersi. In quest'epoca alessandrina - &lt;em&gt;Blade runner&lt;/em&gt; aveva un'ambientazione ottimista che premeva la vita -  ci tocca diventare per forza dei cercatori d'oro, e occupare sulla scacchiera data la postazione fatale dei Ritrovati.&lt;br&gt;
Stiamo imprigionati senza far rumore, senza risse, dietro un reticolato di maglie d'acciaio, che si apre soltanto dietro il comando di una parola amabile. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Oppure grazie a una frase bizzarra, inconsueta, inaspettata, gettata su un tavolo verde privo di qualunque aspettativa, aperto come un vaso sotto il cielo che promette pioggia.&lt;br&gt;
Ma non è sicuro che la pioggia verrà.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Lui si protende, lasciandosi sfiorare dal vento, da una pianura leggermente increspata.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;A volte si incontra qualcuno che nelle sue mani protegge una storia che se fosse raccontata  nel giusto momento e sotto la luce più adatta, la penombra  azzurra del tardo pomeriggio, ad esempio, o durante una notte, quando per il caldo non si riesce a dormire, potrebbe incidersi sulla tua pelle aperta, e marchiarla a fuoco. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Un'increspatura delle guance. Uno sguardo abituato a nascondersi, a disperdersi, la bocca che si apre dietro una parola d'ordine e sei tu, siete voi, dritti sull'asfalto bruciato dal sole.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Diritti e fieri, fermi dentro una posizione di speranza senza speranza, dentro a  una giungla umana che ti appoggia costantemente il coltello sotto la giugulare. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Permettersi di non difendersi.&lt;br&gt;
"Basta guardarsi e poi /avvicinarsi un po'". &lt;/p&gt;
	




	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=VjXL8yaHTzg"&gt;Il video&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Foto by &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/scattidipensieri/"&gt;Martyna&lt;/a&gt; (flickr)
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/24/basta-guardarsi-e-poi-9031348/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>eros</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/24/basta-guardarsi-e-poi-9031348/#comments</comments></item><item><title>"E' tutto normale" di Luciano Pagano", Lupo Editore, 2010</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/18/e-tutto-normale-di-luciano-pagano-8996972/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-07-18:/2010/07/18/e-tutto-normale-di-luciano-pagano-8996972/</guid><pubDate>Sun, 18 Jul 2010 18:38:41 +0200</pubDate><description>&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/pagano_utto_normale/4812489" title="pagano è tutto normale"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/489/4812489_2535e7b8cd_m.jpg" alt="pagano è tutto normale"&gt;&lt;/a&gt;&#13;
&#13;
La parola d'ordine di questo libro, la chiave non nascosta della narrazione è &lt;em&gt;minimizzare&lt;/em&gt;.&#13;
&#13;
Come se fosse il racconto di un racconto. &#13;
Ci sono vari spessori di carta, cartoncino o carta velina fra l'autore e i personaggi, fra l'autore e la storia.&#13;
&#13;
Lo stile è accurato; nitidezza e coerenza interna. Il ritmo narrativo tenuto costante dall'inizio alla fine.&#13;
&#13;
L'ambientazione. Mappatura di un Salento non di maniera. Assenza quasi assoluta di descrizioni in un testo pochissimo descrittivo in genere; sfrecciano riferimenti a città o a luoghi come se anche il paesaggio arrivasse alla percezione indirettamente, come se fosse chiamato dopo aver guardato distrattamente dal finestrino di un treno - o guidando un auto. &#13;
&#13;
Anche i fatti della storia nazionale corrono paralleli e sfiorano i protagonisti non sovrastandoli con il loro rumore; decibel un po' al disopra di quelli prodotti dal ronzio delle mosche nella veranda, nella controra estiva:&#13;
&lt;em&gt;"Non si accorge dell'ingresso di Carlo, il giornalista in tv sta dicendo che hanno sparato al Papa"&lt;/em&gt;.&#13;
&#13;
&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/vista_aerea_tangenziale_maglie/4812573" title="Vista_Aerea_Tangenziale maglie"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/573/4812573_04165593f8_m.jpg" alt="Vista_Aerea_Tangenziale maglie"&gt;&lt;/a&gt;&#13;
&#13;
La scelta incontrovertibile di Luciano Pagano è quella di un linguaggio sommesso, attutito, limato. Percezione limata. Nessuna idealizzazione del reale, che è citato con nomi e cognomi, con l'entrata nello stile semplice del testo narrativo di lemmi del linguaggio commerciale: &#13;
&lt;em&gt;"Per acquistare l'auto on tutte le modifiche sul modello base devi prenotare con due mesi d'anticipo&lt;/em&gt;" ;&#13;
citazioni di riviste glamour: &lt;em&gt;"Le teorie di Ludovico poggiano su solide basi, pilastri composti da pile di copie di Vanity Fair,Cosmopolitan, GQ, MAX"; &#13;
&lt;/em&gt;citazioni di canzoni: &lt;em&gt;"La mia classe fu allevata con latte di una capra e del pane di frumento/ a quei tempi per divertimento non avevano inventato il telegiornale". &lt;/em&gt;.&#13;
In alcuni momenti il linguaggio diventa esplicito :"&lt;em&gt;Il tuo membro in quei luoghi avrebbe la stessa utilità del piede di porco per uno scassinatore, niente di più che un attrezzo per aprirsi un varco nella vagina"&lt;/em&gt;.&#13;
&#13;
Nella grammatica linda del libro si aprono momenti di poesia, come se l'autore se li fosse lasciati sfuggire. Ovviamente, non è così, tutto è strategicamente ordinato, anche quei grumi di caos o lirici che si tuffano ogni tanto nei capitoli. &#13;
La prosa minima di Pagano lascia affiorare delle bellissime alghe che riposavano dietro le parole sparate con il silenziatore:&#13;
&#13;
&lt;em&gt;"Parole intermittenti che restavano impigliate nel bosco di ulivi secolari come lacrime cadute dall'alto di cieli solcati da aerei"; &lt;/em&gt;&#13;
oppure: "&lt;em&gt;Due corpi inerti scaraventati sulla spiaggia del pianeta oblio. Lucertole antropomorfe. Stanche dopo una nuotata."&lt;/em&gt;.&#13;
O ancora &lt;em&gt;"Sforzi fatti dalle fibre del suo cuore perché il seme del suo pianto fosse gettato altrove".&lt;/em&gt;&#13;
&#13;
Fioriscono spesso piccole sentenze moralisticheggianti, alcune convenzionali e e insipide, d'altronde i personaggi sono alto-borghesi, mica degli eroi: &#13;
&lt;em&gt;"I genitori credono che fare un figlio sia, ad esempio, cercare di fare in modo che cresca bene, istruito e tutto il resto."&lt;/em&gt;&#13;
e riflessioni d'altra portata: &lt;em&gt;"Fine delle lezioni. Lo scontro della realtà equivale a quello che potrebbe avvenire fra un lottatore e uno scacchista".&#13;
&lt;/em&gt;Notazioni antropologiche:"&lt;em&gt;Una svogliatezza che alla sua età può rivelarsi socialmente irritante se non ridistribuita in società sotto forma di lavoro&lt;/em&gt;".&#13;
&#13;
&lt;em&gt;E' tutto normale&lt;/em&gt; è anche una storia del Salento collegato con vasi comunicanti di altre parti dell'Italia, dove i figli di salentini da decenni affittano casa e studiano prendendo il largo dalla terra coltivata ad ulivi.&#13;
 &#13;
Vista dal sud, l'Italia diventa il videogame dove si possono unire alcuni punti con lineetta; i punti sono le università dove i figli di papà e mamma migrano, in una specie di bacino artificiale da cui spesso ritorneranno, alla fine degli studi. &#13;
&#13;
&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/via_palmieri/4812674" title="via palmieri"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/674/4812674_7e7dcb8971_m.jpg" alt="via palmieri"&gt;&lt;/a&gt;&#13;
&#13;
La Grecia diventa una naturale propaggine del Salento; a Pagano probabilmente serviva  un luogo mitologico (come indica anche la scelta dei nomi ancestrali di Ettore e Andromaca, i nonni di Marco) dove i rapporti convenzionali di una relazione a due, rigorosamente etero,  potessero fluidificarsi, schiudersi ad altre possibilità.  &#13;
&#13;
Interessanti i riferimenti in più tratti dell'autore alla Polinesia ed altri lontani paesi, dove la paternità è un'altra cosa, è un legame più debole di quello &lt;em&gt;nostro&lt;/em&gt;.&#13;
&#13;
Paternità vista in senso anche lato, come ordine costituito, principio autoritario cieco e muto, che non consente scarti evolutivi, verso cui la ribellione dei figli non ha scampo.&#13;
Dove rintracciare una diversa paternità?&#13;
Diversa da quella di Ettore, vissuta  maggiormente nella modalità costrittiva che come frequentazione intima padre-figlio; ma anche, in parte, da quella dei due amanti coniugi e genitori di Marco. &#13;
&#13;
&#13;
Come se nel luogo salentino non potesse entrare, se pur ne avesse voglia, una mitologia diversa da quella del dio Kronos, e si dovesse cercare un'altra latitudine; almeno Roma (altra zona depositaria di antico passato), per cercare di sfuggire al fato che piega le famiglie.&#13;
&#13;
Marco compie un processo diverso da quello dei genitori; mentendo, immagina una realtà ingenuamente altra, impossibile, in cui accogliere una ragazza convenzionale; cova il desiderio di integrazione. &#13;
&#13;
Kris (pugnale) è bella come uno degli edifici che Marco potrebbe disegnare nella qualità di architetto appena laureato. &#13;
La madre precocemente scomparsa di Marco, Eleonora, e Kris amano la poesia, sono collegate indirettamente da adiacenza di studiosi, conoscenze comuni, in qualche modo.&#13;
&#13;
&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/eleonora_lou_o_bedlam_flickr/4812712" title="Eleonora (Lou O Bedlam Flickr)"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/712/4812712_cb1654482f_m.jpg" alt="Eleonora (Lou O Bedlam Flickr)"&gt;&lt;/a&gt;&#13;
&lt;em&gt;(certe assenze)&lt;/em&gt;&#13;
&#13;
Se Kris si è legata a Marco è anche perché &lt;em&gt;sembra un poeta&lt;/em&gt;, non per interessi economici, non conosce ancora la sua solidità finanziaria dovuta alle sue radici, ai padri.&#13;
Kris ama la poesia ma odia &lt;em&gt;i deboli e i poveracci&lt;/em&gt; e ha alle spalle, anche lei, una paternità ingombrante.&#13;
&#13;
Marco spera vagamente che Kris cambi, centrifugando con operazione artificiale, volontaristica, la bellezza del suo corpo e la sua splendida disinvoltura nei rapporti sessuali dalla sua intolleranza cruda verso i piu' deboli.&#13;
&#13;
Il sentimento di Marco è una proiezione, la venerazione di un'icona vuota:&#13;
&lt;em&gt;"Marco la adora come si adorano le forme di una divinità&lt;/em&gt;". &#13;
Un pugnale dentro una teca, un pugnale perfetto.&#13;
&#13;
Nel libro non si respirano sbalzi di temperatura emotiva, si descrivono a tratti con parole che rimandano a parole. I sentimenti non sono trattenuti, e  neppure invisibili. I protagonisti non parlano quasi mai di cose vitali, fondamentali. &#13;
&#13;
Un clima ovattato, quello privilegiato delle automobili di grossa cilindrata e dei bei vestiti (quello che chiunque sia originario di Lecce riconosce quando si nomina il Circolo tennis), dove hanno uso le chiacchiere delle donne pigre e superficiali:&#13;
"&lt;em&gt;Dall'altro capo del terrazzo stavano le mogli, sedute a consumare granite e spumoni (...) bisognava stare attenti alle rughe, prenotare la visita dall'estetista, 'meno male che io quest'inverno mi sono fatta un po' di lampade'&lt;/em&gt;".&#13;
E'il mondo a cui appartengono i protagonisti; anche se loro, per motivi diversi, da quel mondo in parte deragliano.&#13;
&#13;
Rimanere sopra le cose, senza incuneare mai il coltello, senza scoperchiare le bare, senza svellere il terreno. Nascondere. Tutto è livellato al livello del mare, e in questo mare non ci si tuffa.&#13;
&#13;
Ad Eleonora e  a Kris si affida una qualità molto importante della visione, una visione tarpata e attutita che rimanda alla poesia, che si rimpiange pur portando con decisione occhiali grigi sulla vita e tappi nelle orecchie. &#13;
&#13;
La poesia è vista nostalgicamente e con nostalgia si ricorda Eleonora; è rintracciata qua e là su foglietti e taccuini. Il poeta amato da Kris è morto giovanissimo, una meteora che ha preso presto fuoco; si ribadisce la posizione secondaria a cui si relega la visione poetica, separata inesorabilmente dalla quotidianità.&#13;
&#13;
Ad Eleonora è affidato il ruolo di un'emissaria di sentimenti di livello, il figlio si rivolge a lei per invocare una qualità di sincerità che non possiede, come se l'amputazione della sua morte avesse inaugurato la nascita di parecchie bugie in fila. &#13;
L'inizio di forzature all'ordine &lt;em&gt;normale&lt;/em&gt; delle cose, visto che dopo la sua morte comincia la vita&lt;em&gt; ufficiale&lt;/em&gt; di coppia di due uomini?&#13;
 &#13;
L'ordine normale delle cose (quest'idea trasmette il romanzo di Pagano), consentirebbe che le persone potessero amarsi in modi anche non convenzionali; permetterebbe di aprire i bronchi e di respirare; lascerebbe che il desiderio, l'eros, viaggiasse in modi fluidi e lontani da paralizzanti schemi antropologici e sociali.&#13;
&#13;
&#13;
&#13;
&#13;
&#13;
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 &lt;/a&gt;&#13;
&#13;
&#13;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/18/e-tutto-normale-di-luciano-pagano-8996972/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>romanzo</category><category>luciano-pagano</category><category>scrittori</category><category>recensione</category><category>letteratura</category><category>libri</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/18/e-tutto-normale-di-luciano-pagano-8996972/#comments</comments></item><item><title>La memoria corta, le separazioni, il vento</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/03/la-memoria-corta-le-separazioni-il-vento-8906970/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-07-03:/2010/07/03/la-memoria-corta-le-separazioni-il-vento-8906970/</guid><pubDate>Sat, 03 Jul 2010 18:59:53 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/500jeancocteautestamentoforpheusdvd/4777437" title="500JeanCocteauTestamentofOrpheusDVD"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/437/4777437_a051c25a1b_m.jpg" alt="500JeanCocteauTestamentofOrpheusDVD"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Luna calante. Si dimenticano presto le altitudini d'inferno. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Luna del disprezzo. Hai dimenticato di portarti dietro lo specchio. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Venti di finestre nuove. Benedici il passato prima di seppellirlo.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Schegge d'afa. Ti vuole senza bocca. Senza il tiro al bersaglio del parlare dritto, con cui si cresce. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Gli angeli guardano la scena e restano con la testa nelle mani: questo significa che il suggello fra i fratelli è finito. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La luna si butta giù nel fosso. Non ti conosco da quando non mi hai distinto più fra le teste della folla, arance scorticate.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nell'amore si prende tutto, senza contrattare sul prezzo, e così che germoglia ogni cosa a ogni ora. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nell'amore l'ombra è il motivo migliore per avere cura di quella forma cara precipitata davanti a te; non accanto.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Mi resta un mistero d'avanzo: com'è possibile odiare la luce?&lt;/p&gt;
	




	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=EY0_oVV29PM&amp;feature=related"&gt;Il video&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/03/la-memoria-corta-le-separazioni-il-vento-8906970/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>poesia</category><category>il-capro</category><category>amore</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/07/03/la-memoria-corta-le-separazioni-il-vento-8906970/#comments</comments></item><item><title>"Hanna e Violka" di Rossella Piccinno. Il cancello e la catena. Alcune note.</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/06/21/hanna-e-violka-di-rossella-piccinno-il-cancello-e-la-catena-alcune-note-8841732/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-06-21:/2010/06/21/hanna-e-violka-di-rossella-piccinno-il-cancello-e-la-catena-alcune-note-8841732/</guid><pubDate>Mon, 21 Jun 2010 19:53:31 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/hanna_e_ntoni/4748936" title="hanna e "&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/936/4748936_eeaa27900e_m.jpg" alt="hanna e "&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Hanna e Violka&lt;/em&gt; di &lt;strong&gt;Rossella Piccino&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;a href="http://www.dakhlavision.com/Hannaeviolka.html"&gt;scheda&lt;/a&gt; e  &lt;a href="http://overeco.wordpress.com/2010/06/04/hanna-e-violka-riceve-il-premio-come-miglior-documentari-alletno-film-festival-di-rovigo/"&gt;premi ricevuti&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Di fronte a questo brulichio di artisti e di bambini, di gente in vario modo allegra, chiedo che festa si stia celebrando. 'Nessuna, qui da noi ogni giorno si festeggia la vita'.&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
Silvano Agosti, &lt;em&gt;Lettere da Kirghisia&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
&lt;em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;-Troverai tutto pronto in tavola.Certo, poi dovrai lavare i piatti.&lt;br&gt;
Qua, gratis, non c'è niente.&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
(Hanna Korszla descrive alla figlia Violka il lavoro che dovrà compiere al suo posto)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/hanna_violka_e_ntoni/4749061" title="hanna violka e "&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/061/4749061_e25a8b1279_m.jpg" alt="hanna violka e "&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Per la maggior parte di noi la quotidianità è divisa fra il tempo del &lt;em&gt;lavoro&lt;/em&gt; e quello di &lt;em&gt;riposo dal lavoro&lt;/em&gt;.&lt;br&gt;
Rigorosa separazione, modo artificioso di rapportarsi all'esistenza. Una dismissione obbligata dei ritmi naturali, delle proprie occupazioni preferite e per questo rivitalizzanti, degli incontri, degli eventi, dello stare dentro le relazioni.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Nel libretto &lt;em&gt;Lettere da Kirghisia&lt;/em&gt; Silvano Agosti ipotizza una società ideale in cui 'In ogni settore, pubblico e privato, non si lavora più di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un'eventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 o 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività, all'amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili...'. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il film di Rossella Piccinno riprende frammenti della vita di Hanna Korszla, badante presso una famiglia di Ruffano (provincia di Lecce), e di sua figlia Violka; Hanna, originaria della Polonia, è una delle quasi due milioni di badanti presenti in Italia, la maggior parte non in regola, anche dopo la legge (fortemente discriminatoria) dei Ministri Sacconi e Maroni; Hanna assiste un anziano ammalato di Alzheimer per 23 ore al giorno, visto che gli dorme anche accanto; ha diritto a &lt;em&gt;un'ora d'aria,&lt;/em&gt; un'ora al giorno per occuparsi di sé; e a due ore di riposo la domenica. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Una sorta di pesante svendita del proprio tempo vitale, un patto di sudditanza totale nei confronti di una famiglia e di un malato a cui alla fine si dona anche l'affetto come se fosse una merce, oltre a un'assistenza continua e qualificata; con scarsa possibilità di mobilità, visto il tempo ridotto per cercare un altro lavoro; una rinuncia alla propria libertà, il trasferimento della propria gratificazione e della possibilità di disporre del proprio respiro, della propria libertà di decisione e di movimento in un altrove imprecisato, un momento prorogato di là degli anni a venire, in cui si immagina un riscatto, l'acquisto di una casa, il sollievo di un piccolo capitale in banca. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Hanna racconta di non sapere ancora se comprerà una casa in campagna in Polonia o in un altro paese; è di questo &lt;em&gt;petit rêve &lt;/em&gt;che si tratta. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;'Ntoni è il nome dell'anziano accudito da Hanna. In alcune foto a inizio film è mostrato quando era un ragazzo, quando aveva una &lt;em&gt;vera&lt;/em&gt; vita, &lt;em&gt;vere&lt;/em&gt; relazioni. Anche 'Ntoni, come la sua badante, è stato un emigrato.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il film è delicato e diretto al tempo stesso, privo di qualsiasi retorica.&lt;br&gt;
Hanna non mostra mai un atteggiamento vittimistico. È una donna non più giovane, madre di quattro figli, intrigata malgrado tutto dalla vita di cui sa cogliere il lato umoristico.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il punto di vista dell'autrice del film si manifesta solo con poche opportune annotazioni;la scelta è stata quella di lasciare spazio a chi osserva la storia, di lasciare dipanare allo spettatore le trame di ciò che si mostra, e di altro che si accenna soltanto. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/violka/4749062" title="violka"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/062/4749062_7a0b519fa6_m.jpg" alt="violka"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Hanna fa venire dalla Polonia la figlia minore per permettersi una vacanza di un mese in patria.&lt;br&gt;
Dovrà  comprimere  e circoscrivere in questo periodo l'esigenza profonda di una vita normale: potrà stare con i suoi parenti; rivedere gli altri  tre figli; andare dal parrucchiere e tingersi i capelli, andare per mercatini. Vagabondare.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;La telecamera si sdoppia, qualcuno riprende Violka, arrivata a Ruffano, che stenta a entrare nei ritmi del duro lavoro della madre. Della ragazza sappiamo dal racconto di parenti a Chelm che in Polonia aveva una scarsissima volontà di darsi da fare, facendosi mantenere dal fratello.&lt;br&gt;
Supponiamo quindi che questo scambio di ruoli possa avere per lei una buona valenza pedagogica.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Un'altra telecamera accompagna Hanna a Chelm, la sua città di provenienza. Ha l'aspetto di una città ricca di risorse, invece l'economia è depressa, spiega Hanna. Gli stipendi si aggirano intorno ai 200,00 euro mensili, mentre il salario di Hanna in Italia è di 600,00 euro al mese, che il vitto e l'alloggio inclusi, almeno, rendono netti.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Quando viene chiesto ad Hanna quale sia il suo rapporto con il lavoro, lei risponde immediatamente (sintomo di quanto abbia interiorizzato questa sua percezione)che si sente 'attaccata alla catena come un cane'.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Incespicando in un sostantivo Hanna dichiara all'intervistatrice di essere 'cancellata'.&lt;br&gt;
E' un errore linguistico, lei intendeva riferirsi a un cancello ipotetico a cui si attacca una catena, ma non possiamo evitare di associare al refuso lessicale uno dei rimossi della società italiana, lo status di invisibilità delle badanti, che, siano in regola o no, sono quasi del tutto cancellate dal registro dei viventi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Hanna, alla sua età, potrebbe aver diritto a una certa sicurezza economica, alla stabilità; non è così; la logica naturale delle cose è rovesciata: una madre lavora molto più dei figli giovani; uno di loro è alcolizzato, influenzato negativamente dal padre; una delle figlie non ha voglia di agire, l'altra studia ancora; solo uno di loro lavora. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Hanna e Violka&lt;/em&gt; trasporta parecchie cifre di senso rovesciato. Alcuni cerchi si chiudono, altri no. Gli emigranti ora in Italia, spesso, si prendono cura degli  ex-emigranti; Chelm in Polonia mostra un aspetto di benessere economico, mentre è il contrario; le nuove generazioni in Polonia stentano ad entrare nella realtà del lavoro, e si candidano ad essere i nuovi emigranti;  l'esistenza di Hanna è una non esistenza, lontana dalla dignità a cui avrebbe diritto chiunque.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=_OpqYSJscfY"&gt;Il trailer&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt; &lt;a href="http://www.it.paperblog.com/" rel="paperblog patriziacaffiero" title="Paperblog : le migliori informazioni in diretta dai blog"&gt;&lt;br&gt;
  &lt;img src="http://m2.paperblog.com/assets/images/logos/minilogo.png" border="0" alt="Paperblog : le migliori informazioni in diretta dai blog"&gt;&lt;br&gt;
 &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/06/21/hanna-e-violka-di-rossella-piccinno-il-cancello-e-la-catena-alcune-note-8841732/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>hanna-e-violka</category><category>corti</category><category>cinema</category><category>recensione</category><category>rossella-piccinno</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/06/21/hanna-e-violka-di-rossella-piccinno-il-cancello-e-la-catena-alcune-note-8841732/#comments</comments></item><item><title>Gli innamoramenti per le pagine</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/06/10/gli-innamoramenti-per-le-pagine-8778079/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-06-10:/2010/06/10/gli-innamoramenti-per-le-pagine-8778079/</guid><pubDate>Thu, 10 Jun 2010 22:42:03 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/plicci/4721675" title="plicci"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/675/4721675_15c1e4d77f_m.jpg" alt="plicci"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;em&gt;by plicci da flickr&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Fino a dieci anni fa leggevo tutto quello che incontravo come se mi investisse la piena.&lt;br&gt;
Provengo da un'infanzia e da un'adolescenza  bulimica di libri.&lt;br&gt;
Con transfert dolorosi: mi capitò a quattordici anni di rimanere impigliata ne &lt;em&gt;Il nome della rosa&lt;/em&gt;;e a circa vent'anni nella trilogia &lt;em&gt;La Fondazione&lt;/em&gt; di Asimov, da cui non riuscivo più a emergere.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ci sono stati amori maturi, graduali, resistenti per la donne-opere Oriana Fallaci, Anais Nin, Karen Blixen; per la Zimmer Bradley; per fidanzati virtuali (loro non lo sanno, però): per Pasolini, il mio &lt;em&gt;fattore&lt;/em&gt;; per Stephen King, per Henry James.&lt;br&gt;
Da adolescente per G. Garcia Marquez. Mi mozzò il fiato la trilogia di Pullman. &lt;em&gt;Possessione &lt;/em&gt;della Byatt mi prese a tradimento, durante un giro innocente nella Feltrinelli di Piazza Ravegnana.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;I sintomi che provo però, mentre leggevo e leggo, per fortuna, restano: tachicardia, euforia e pura, elementare, acquosa felicità, che a volte mi fa smettere di leggere e mi fa lasciare la pagina a metà per un po', per &lt;em&gt;riprendermi&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Questo mi accade spesso (e sempre più spesso) quando leggo la scrittura di Luisa Ruggio, sul suo blog e sui suoi libri.&lt;br&gt;
Per questo le scrivo nei commenti: ripasso dopo. Rileggo. Mi si era rotto il fiato, ero caduta a metà frase da un burrone, precipitata altrove. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Adesso mi capita di rado di provare il forte istinto di predare l'intera opera di un nuovo autore appena incontrato.&lt;br&gt;
Se questo succede, la casa cambia, e mi trasformo.&lt;br&gt;
Spengo la radio o tv per leggerlo in silenzio.&lt;br&gt;
Chiudo bene le tende e abbasso le serrande.&lt;br&gt;
Mi metto comoda, tolgo le scarpe.&lt;br&gt;
Un amore del genere è esclusivo.&lt;br&gt;
Sta accadendo. Adesso. &lt;/p&gt;
	




	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Emilio Salgari&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=vg9mw0wVOjE&amp;feature=related"&gt;Il video&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/06/10/gli-innamoramenti-per-le-pagine-8778079/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>libri</category><category>eros</category><category>scrittura</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/06/10/gli-innamoramenti-per-le-pagine-8778079/#comments</comments></item><item><title>MilanoNichiSolaAndata, Festa del Cinema Invisibile, pugliesi migranti</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/06/02/milanonichisolaandata-festa-del-cinema-invisibile-pugliesi-migranti-8720149/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-06-02:/2010/06/02/milanonichisolaandata-festa-del-cinema-invisibile-pugliesi-migranti-8720149/</guid><pubDate>Wed, 02 Jun 2010 15:48:43 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/festa/4699214" title="festa"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/214/4699214_29cc839768_m.jpg" alt="festa"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;I pugliesi migranti, quelli come me - dagli anni novanta in poi - hanno scritto molte storie, ma poche di queste narrazioni sono su carta.&lt;br&gt;
Una delle qualità  che accomuna le nuove generazioni di migranti è la discrezione.&lt;br&gt;
Il distacco dalla nostra regione d'appartenenza non è avvenuto compatto,&lt;br&gt;
nessuna piccola schiera armata di valigie, nessuna categoria d'appartenenza che desse agio alla schedatura facile.&lt;br&gt;
Foglia a foglia ci siamo staccati da rami antichi e pazienti.&lt;br&gt;
Qualcuno è figlio di piccoli borghesi, altri di contadini. Qualcun altro di famiglie benestanti.&lt;br&gt;
Neppure un ceto sociale unico d'origine, ci ha connotato.&lt;br&gt;
Noi pugliesi migranti, quelli infiammati dall'ambizione di &lt;em&gt;fare cultura o arte&lt;/em&gt;.&lt;br&gt;
In una nazione che si è sempre disinteressata di sostenere chiunque in questo processo difficile e delicato. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Non esiste il concetto di sussidio, neppure un dibattito su questo argomento, così fondamentale in altre nazioni europee per chi desidera cominciare e sostenere un percorso d'arte. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Noi pugliesi migranti siamo equipaggiati obbligatoriamente fin dalla nascita da una tenacia senza fine e di un immaginario pugnale pacifico e inarrestabile fra i denti.&lt;br&gt;
Un brillare di occhi neri acuti, forzati all'umiltà dall'esperienza imposta, il precariato da vivere, orribile, che non si immaginava prima. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Galere lavorative ci aspettavano all'arrivo, dopo il viaggio sui treni della speranza, del cambiamento. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Lavorerò e scriverò di notte. O dipingerò. O danzerò. Organizzerò eventi. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E insieme alla faccenda sgranata e storta del procacciarsi il sostegno economico  per pagare affitti vergognosi- se la parola vergogna non fosse stata desemantizzata per tutti noi che viviamo sotto l'ombrello impermeabile delle alpi- siamo rimasti da soli a inventarci le elaborazioni da distacco dalle nostre radici, dall'orizzonte di un mare invincibile, dalla famiglia spesso rimasta a custodire il suolo inaridito in ogni senso.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Qualcuno ha risolto il suo conflitto passando ogni giorno libero dagli impegni lavorativi al sud, e qualche volta questo non mi è sembrato corretto. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/milanonichisoloandata/4699216" title="milanonichisoloandata"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/216/4699216_2c8c0bbb51_m.jpg" alt="milanonichisoloandata"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Non mi sembra sia eticamente giusto usare il Nord come dispensatore di stipendi e come dormitorio.&lt;br&gt;
Ma questo dato va considerato come sintomo di un disagio nascosto, drammatico.&lt;br&gt;
Qualcuno ha provato a vivere le regole civili ed esistenziali di un nord Italia che è davvero una nazione distinta e molto diversa per molti aspetti da quella d'appartenenza.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Siamo quasi tutti dotati di un background intellettuale mica da ridere.&lt;br&gt;
All'università di Lecce, dipartimento di filologia- dove ancora oggi agisce un grande formatore, il filologo romanzo e studioso della lingua italiana &lt;strong&gt;Rosario Coluccia&lt;/strong&gt;, negli anni novanta, potei formarmi oltre che con lui, insieme a intellettuali dalla levatura impossibile.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Al Nord, francamente, non ho più trovato simili cenacoli.&lt;br&gt;
Dopo il cinema d'essai visto ritualmente insieme ricordo leggendarie discussioni interminabili e agguerrite e sostanziate da categorie del pensiero filosofico, marxista e non solo. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Carlo De Carlo. Giuseppe Giuranna. Pici Faggiano. Marisa Prete. Marco Minerva. Cosimo Pacciolla. Stelvio Attanasi.&lt;/strong&gt; E molti altri. Partecipavamo in piccoli gruppetti, una messe di studenti brillanti e ancora provvisti dell'idea di un futuro alle conferenze di relatori importanti. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Loredana Gianfrate. Marcella Romano. Saulo Delle Donne&lt;/strong&gt;. Tranne Saulo e Lordana, quei ragazzi che frequentavo allora non vivono più nel salento, ma a Roma, a Milano, a Torino, a Bologna.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;E all'estero, naturalmente, invogliati alla partenza da una classe di politici che svuota di cultura ogni anfratto del sistema per renderlo più malleabile, totalmente  asservito e manipolabile.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/foto_di_giuseppe_la_forgia/4699215" title="foto di giuseppe la forgia"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/215/4699215_0448da2925_m.jpg" alt="foto di giuseppe la forgia"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Questo e molto altro mi viene in mente dopo aver partecipato &lt;strong&gt;sabato 29 maggio&lt;/strong&gt; scorso a Milano ad una bella festa, una delle due serate della  festa del Cinema invisibile in una speciale versione, al circolo  ARCI La Scighera di Milano. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ero lì con &lt;strong&gt;Viviana Guadalupi&lt;/strong&gt;, scrittrice ricercatrice danzatrice e attrice.&lt;br&gt;
L'ho rivista, emozionandomi, dopo un numero d'anni non precisamente quantificabile. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Anche lei si è formata alla scuola Coluccia, splendida ragazza in bilico fra un percorso artistico di qualità e la famiglia, fra Salento e Nord. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Oltre alla scelta di cinque film rappresentativi delle quattro edizioni del festival  che ha avuto luogo a Lecce negli ultimi anni (segnalo soprattutto la gemma&lt;em&gt; Amelia&lt;/em&gt; della bravissima &lt;strong&gt;Chiara Idrusa Scrimieri&lt;/strong&gt; e &lt;em&gt;L'isola analogica&lt;/em&gt; di &lt;strong&gt;Francesco G. Raganato&lt;/strong&gt;) c'è stata un'anteprima d'eccezione, quella del film &lt;em&gt;MilanoNichiSoloAndata&lt;/em&gt;, regia di&lt;strong&gt; Paola Crescenzo &lt;/strong&gt;e di &lt;strong&gt;Daniele Guadalupi&lt;/strong&gt;, (2010, 32'), girato sui nichibus, gli autobus noleggiati per chi dalle città dell'Italia settentrionale si è spostato a votare in Puglia per il candidato Nichi Vendola alle ultime elezioni regionali.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il film di Paola e di Daniele è un documento equilibrato  che sfrutta per la maggior parte la tecnica dell'intervista, passando accortamente il giudizio sul fenomeno nichi agli intervistati e non tagliando in fase di montaggio atteggiamenti critici e perplessità di alcune voci.&lt;br&gt;
Ma questo onesto atteggiamento di ripresa di quello che accade, privo di retorica o di qualsiasi superficiale esaltazione della figura del leader Nichi, presente in pochi secondi di sonoro in una folgorante chiusa del film non eclissa  l'intento fortemente etico dell'opera. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Ai bordi delle autostrade la telecamera riprende con assiduità fiori in boccio, presenza quasi assurda per il semplice fatto di testimoniare la vita nei &lt;em&gt;non luoghi&lt;/em&gt;.&lt;br&gt;
E' indimenticabile del film la carrellata silenziosa degli sguardi accesi puntanti verso la telecamera di alcuni &lt;em&gt;nichiviaggiatori&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;In tutto questo, nelle arcate del risveglio culturale che da molti sintomi avviene in Puglia e del salento in particolare. Lo deduciamo, per esempio, dall'esistenza di questi film, o dalla mappatura che possiamo fare di certa nuova scrittura;  tra tutte quella di &lt;strong&gt;Luisa Ruggio&lt;/strong&gt; scrittrice, intellettuale e giornalista che ha scelto in forte dissonanza e controtendenza di &lt;em&gt;r/esistere&lt;/em&gt; al sud,  a Lecce, coltivando con il suo compagno &lt;strong&gt;Dario Congedo &lt;/strong&gt;(compositore e percussionista geniale) un'intrepida indipendenza di idee, e con altissimo artigianato la sua arte scrittoria. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Anche &lt;strong&gt;Loredana Gianfrate&lt;/strong&gt;, laureata in Lettere moderne (sempre la scuola Coluccia), con il suo compagno &lt;strong&gt;Ernesto Martonucci&lt;/strong&gt; ha fatto della Puglia il suo campo d'azione e oggi gestisce e lavora con forme innovative di intervento su una lunga lista di biblioteche e archivi storici producendo lavoro anche per gli altri oltre che per sé (controtendenza! Qualità di interventi!)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/nichi_vendola/4699244" title="nichi-vendola"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/244/4699244_e4c71e0f20_m.jpg" alt="nichi-vendola"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Connessioni  profonde di amicizia, di collaborazioni, connessioni d'amore fra noi migranti foglie cadute lontano dall'albero, e da chi ha 'resistito' in loco.&lt;br&gt;
Ho conosciuto da poco &lt;strong&gt;Davide Manico&lt;/strong&gt;, straordinario coreografo, danzatore, intellettuale proveniente dalla provincia di Lecce che vive da un decennio a Milano, ma questo non accade spesso: noi pugliesi 'dispersi'  raramente abbiamo fatto rete, non abbiamo particolarmente legato nelle grandi città omologate sfornite ormai da decenni di validi punti di ritrovo, di caffè letterari.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Internet ha compensato in gran parte questa mancanza. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nichi Vendola.&lt;/strong&gt; Una figura aggregante, carismatica, un padre sui generis che sembra riportare mille punti dispersi verso un centro.&lt;br&gt;
Con parole d'amore e di politica vissuta nel suo corpo, con il suo linguaggio che è letteratura, e nei fatti concreti produce un siero eccezionale, una seta sconosciuta fin'ora: fa rinascere la speranza di credere in un'utopia vissuta.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il suo viso barbarico, arcaico è un faro che riporta l'attenzione a sud, e da sud la riverbera in Italia. Più di 300 fabbriche sono nate spontaneamente per lavorare sul territorio nazionale, il loro numero aumenta esponenzialmente per tentare di riempire il vuoto che ha lasciato da tempo la sinistra tradizionale, per dare dignità alla politica che parte dal basso.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Un dato importante attraversa questa narrazione in fieri, quello stesso dato che ha percorso la campagna elettorale di Obama in America: si nota un rovesciamento di quello che sembrava una realtà assoluta e definita una volta per tutte,la constatazione di un dato clinico: l'afasia e l'inerzia presente nelle giovani generazioni. &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Film del cinema indipendente come quello di Paola e di Daniele e di molti altri; l'opera di alcuni non puramente destinata ai circuiti commerciali, l' esistenza di artisti &lt;em&gt;resistenti&lt;/em&gt;; la motivazione forte di chi attraversa migliaia di chilometri per votare un poeta tradendo una luce intensa negli occhi testimoniano la sopravvivenza della speranza di mutare lo stato delle cose.&lt;br&gt;
Sta a tutti noi proteggere questa piccola fiamma tenace.&lt;/p&gt;
	




	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=i_8pTWYxzCo&amp;feature=related"&gt;&lt;br&gt;
Il video &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/06/02/milanonichisolaandata-festa-del-cinema-invisibile-pugliesi-migranti-8720149/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>davidemanico</category><category>loredana</category><category>milano</category><category>salento</category><category>luisaruggio</category><category>nichivendola</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/06/02/milanonichisolaandata-festa-del-cinema-invisibile-pugliesi-migranti-8720149/#comments</comments></item><item><title>Il fuoco e la bambina</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/05/21/il-fuoco-e-la-bambina-8641291/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-05-21:/2010/05/21/il-fuoco-e-la-bambina-8641291/</guid><pubDate>Fri, 21 May 2010 19:09:30 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/dove_sono_i/4665551" title="dove sono i"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/551/4665551_8ed5045cfd_m.jpg" alt="dove sono i"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il sole oggi conquista la mia casa, la trasforma in un biplano.&lt;br&gt;
Non trova resistenze. Verde rosso e nero in geometrie arabeggianti&lt;br&gt;
(vecchia coperta della prozia)&lt;br&gt;
Fiori viola sul balcone (abbarbicàti)&lt;br&gt;
Giallino e bianco: margheritine immerse nella latta.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Pasolini in formato cd (audio) recita garbatamente solo per me &lt;em&gt;Le ceneri di Gramsci. &lt;/em&gt;&lt;br&gt;
Alzo il volume mentre lavo i piatti, dopo sposto i libri dappertutto, in un ordine le cui coordinate conosco solo io.&lt;br&gt;
Accumulo fotocopie. Tengo puliti passaggi inventati di canne fumarie di un caminetto che non esiste.&lt;br&gt;
Non posso rischiare che si smorzi il fuoco.&lt;br&gt;
Ignoro la &lt;em&gt;bambina.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/media/photo/miei_fiori/4665552" title="miei fiori?"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/552/4665552_bc11f8a3cc_m.jpg" alt="miei fiori?"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Perché non scelgo. Vivo nel non volere del tramontato dopoguerra: amando/il mondo che odio- nella sua miseria sprezzante e perso-per un oscuro scandalo della coscienza.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;1991. compitavo quel libretto, vecchia edizione Einaudi, a Torre Sant'Andrea in una giornata perfetta come un anello.&lt;br&gt;
A Sant'Andrea accanto a una pizzeria con il porticato coperto di foglie di palma la scogliera traforata si allunga verso il mare.&lt;br&gt;
Le case vecchie dei pescatori hanno porticine chiuse con grossi chiavistelli.&lt;br&gt;
Le spiaggette preparano gradualmente l'immersione nella gran vasca dell'Adriatico.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Gli alberi bassi delle pinete sono Eumenidi, la compensazione di tutto il chiaro della sabbia.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Le foglie dei sambuchi, che sulle rogge/sbucano dai caldi e tondi rami/tra le reti sanguigne, tra le logge/giallognole e ranciate dei friulani/venchi, allineati in spoglie prospettive/contro gli spogli crinali montani/o in dolci curve lungo le festive chine delle prodaie&lt;/em&gt;. . .&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=K06Xdvyj_UQ"&gt;Il video&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/05/21/il-fuoco-e-la-bambina-8641291/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>bambina</category><category>laboratorio</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/05/21/il-fuoco-e-la-bambina-8641291/#comments</comments></item><item><title>Hanna e Violka miglior documentario al Quadra Film Festival</title><link>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/05/21/hanna-e-violka-miglior-documentario-a-quadra-film-festival-8637897/</link><guid isPermaLink="false">tag:testiappuntinote.blogs.it,2010-05-21:/2010/05/21/hanna-e-violka-miglior-documentario-a-quadra-film-festival-8637897/</guid><pubDate>Fri, 21 May 2010 09:07:15 +0200</pubDate><description>	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blogs.it/community/profile_photo_sizes.php?item_ID=4664431" title="all image sizes"&gt;&lt;img src="http://data6.blog.de/media/431/4664431_eeaa27900e_l.jpg" height="358" width="600" alt="hanna e violka"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;em&gt;Hanna e Violka,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; documentario di &lt;strong&gt;Rossella Piccinno&lt;/strong&gt; prodotto e distribuito in collaborazione con Anima Mundi, ha riportato il 15 Maggio 2010 il premio &lt;em&gt;Miglior Documentario &lt;/em&gt;al Quadra Film Festival di Fuscaldo, Cosenza.&lt;br&gt;
&lt;em&gt;&lt;br&gt;
La motivazione: A partire dall'intima dimensione di una vicenda privata, si è rivelata una profonda riflessione antropologica e sociale, condotta con sensibilità e metodo.&lt;br&gt;
Una testimonianza intensa e commovente su ciò che significa lavorare in condizioni estreme, vivendo lontano da casa e allo stesso tempo sulla famiglia che cambia e si allarga per far fronte alle dure prove di ogni giorno. Giuria tecnica presieduta da Massimo Wertmuller &lt;/em&gt;   &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Il riconoscimento si aggiunge ai premi già riportati dal documentario:   - Novembre 2009: Vincitore del Premio Open Eyes 2009 come Miglior Documentario Internazionale al Med Film Festival.   - Dicembre 2009: Vincitore del festival Obiettivi sul Lavoro come Miglior Film Documentario&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Segnaliamo inoltre le partecipazioni:   - Novembre 2009: Med Film Festival, Roma. - Dicembre 2009: Festival del cinema italiano di Istanbul, Istanbul, Turchia. - Dicembre 2009: Festival Obiettivi sul lavoro, Roma. - Gennaio 2010: Bari International Film festival. - Marzo 2010: World Film festival, Tartu, Estonia - Aprile-Maggio 2010: Doc in Tour, rassegna itinerante nelle sale cinematografiche dell'Emilia Romagna.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sinossi&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Hanna Korszla è una delle 1.700.000 badanti presenti in Italia, vive in Salento da tre anni insieme a Gina e Antonio, un anziano ultraottantenne malato di Alzheimer, di cui si occupa costantemente. Violka è sua figlia, diciannovenne polacca senza lavoro. Le vite di Hanna e Violka si incontrano come in uno specchio scambiando i propri ruoli nella cura di 'Ntoni. E' così che Hanna può finalmente ritornare in Polonia a riabbracciare il resto della sua famiglia confrontandosi con un presente e con un passato difficile, mentre Violka, badante-bambina, fa i conti con un soggiorno che non si rivela essere proprio una vacanza.&lt;br&gt;
&lt;em&gt;Hanna e Violka&lt;/em&gt; è un film sulla trasformazione, quella privata delle protagoniste a confronto con differenti ruoli, e quella sociale dell'Italia che invecchia, della famiglia che cambia, delle straniere venute dall'Est per diventare quasi di famiglia . E' un film sulla migrazione di oggi e sulla straordinaria capacità delle donne di affrontare con forza e ironia le dure sfide del quotidiano.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;em&gt;Rossella Piccinno - biografia:  Rossella Piccinno, si laurea in Cinematografia Documentaria e Sperimentale al DAMS di Bologna, per diplomarsi successivamente come Tecnico di produzione video. Debutta alla regia con il corto Intenso sei nel 2005, a cui seguono i documentari Mauritania: città-biblioteche nel deserto (2006), Occhi negli occhi-Memorie di viaggio (2007), Voci di donne native e migranti (2008), To my Darling (2008), fino al suo ultimo lavoro Hanna e Violka (2009). Attualmente è artista residente presso lo Studio Nazionale di Cinema e Arti Contemporanee &lt;em&gt;Le Fresnoy,&lt;/em&gt; in Francia.&lt;/em&gt;Scheda Tecnica Hanna e Violka durata: 56' | Italia 2009 Soggetto: Rossella Piccinno  Sceneggiatura: Rossella Piccinno, Nicolas Gray, Maggie Armstrong  Regia: Rossella Piccinno   Camera: Rossella Piccinno  Cast: Antonio Cacciatore, Hanna Korszla, Violka Korszla, Giovanna Margarito Montaggio: Rossella Piccinno   Assistenza al montaggio: Tommaso del Signore  Musica: Marco Mattei, Marco Pierini| Produzione: Rossella Piccinno, DakhlaVision, Variemani  Co-produzione e distribuzione: Kurumuny, Anima Mundi edizioni  Con il sostegno di: Apulia Film Commission In collaborazione con: Naemi, forum di donne native e Migranti&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=_OpqYSJscfY"&gt;&lt;br&gt;
Il trailer&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;small&gt; &lt;a href="http://testiappuntinote.blogs.it/2010/05/21/hanna-e-violka-miglior-documentario-a-quadra-film-festival-8637897/#comments"&gt;Comments&lt;/a&gt; &lt;/small&gt; &lt;/p&gt; </description><category>cinema</category><comments>http://testiappuntinote.blogs.it/2010/05/21/hanna-e-violka-miglior-documentario-a-quadra-film-festival-8637897/#comments</comments></item></channel></rss>
